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Progeva Sponsor di RAPSODIA VERDE – Documentario prodotto dall’ Associazione NemicoRe.

La sostenibilità rappresenta la poesia dello spirito dei corpi e del mondo: un mezzo straordinariamente potente per rinvigorire il pianeta e ridargli la dignità che merita. Ma cos’è la sostenibilità? E come viene declinata, nella realtà che ci circonda, dai tanti attori costituenti la società civile?

Un gruppo di amici, Raffaele, Vincenzo, Giovanni e Leonardo, intraprende un viaggio particolare alla scoperta di piccole grandi storie di sostenibilità ambientale, economica e sociale, scegliendo di fare tappa anche a casa Progeva.

Imprese, progetti, idee e suggestioni che questi giovani laureati pugliesi, fondatori dell’Associazione Culturale NemicoRe, raccontano nel documentario Rapsodia Verde, opera che coniuga il potere salvifico dell’arte con il rigore della scienza, puntando ad “educare al pianeta” quante più possibili frange della popolazione.

Sarà l’Aula Magna del Dipartimento degli Studi Umanistici dell’Università di Foggia ad ospitare in data 24 settembre 2021 la proiezione in anteprima mondiale del documentario.

Progeva ha scelto di sostenerne la realizzazione premiando e valorizzando l’impegno dell’Associazione NemicoRe, laboratorio di idee e progetti innovativi che spaziano dalla formazione scientifica alla produzione artistica, dallo sviluppo industriale sostenibile alla divulgazione culturale.

Vetro e organico, la coppia che scoppia

La nostra cultura, figlia dell’arte e del progresso tecnologico-scientifico, ci svela che l’identità linguistica attraverso cui definiamo le cose si evolve continuamente, aprendosi alla possibilità di contenere in un’unica definizione molteplici significati a volte anche apparentemente opposti.

È questo il caso dei rifiuti raccolti in maniera differenziata, altrimenti detti materie prime seconde.

Rifiuti come risorse, dunque.

Rifiuti che attraverso il lavoro delle filiere virtuose del recupero presenti in Italia vengono valorizzati e trasformati in nuovi materiali, prodotti ed oggetti.

È quello che Progeva si impegna a fare attraverso il processo di compostaggio degli scarti organici provenienti da raccolta differenziata, da cui deriva una preziosa materia prima seconda che è il compost di qualità certificata, fertilizzante naturale utile a salvaguardare e incrementare fertilità e produttività dei terreni agricoli e fondamentale alleato nella lotta alla desertificazione, al cambiamento climatico e nelle attività di bioremediation.

Ma la filiera del recupero del rifiuto organico non è certamente l’unica a rimettere in circolo risorse sottraendole a destinazioni improprie quali la discarica e/o l’inceneritore, con conseguente abbattimento dei costi economici ed ambientali che ne deriverebbero.

Esiste, in particolare, un’altra filiera altrettanto virtuosa, rappresentata da quello che ad oggi è un settore portante dell’economia italiana: il riciclo del vetro, pratica già diffusa, si pensi, presso gli Antichi Romani.

Il vetro è composto al 100% di materiali naturali (sabbia, carbonato di sodio e carbonato di calcio) e diversamente rispetto ad altre materie prime, ha la possibilità di essere riciclato innumerevoli volte senza scadimenti qualitativi, dunque recuperato e reimmesso nel ciclo produttivo, determinando impatti postivi sull’ambiente, sul consumo di risorse e di energia.

È quindi a pieno titolo tra le materie prime che non esauriscono il loro potenziale nel momento in cui cessano di avere un’utilità per l’utilizzatore ma possono, invece, continuare ad essere recuperate infinite volte generando valore ambientale, sociale ed economico.

Tuttavia, affinché questo accada è necessario che ciascuno si impegni ad adottare comportamenti virtuosi, responsabili e innanzitutto consapevoli partendo dal presupposto che la qualità dei rifiuti da raccolta differenziata destinati a recupero è il principio fondamentale che giustifica la raccolta stessa.

La nostra azienda si impegna a diffondere questa consapevolezza anche e soprattutto attraverso l’informazione fornita a clienti, partner, fornitori e cittadini.

A tal proposito, una delle criticità con le quali l’impianto di compostaggio Progeva si scontra è la gestione dei materiali non compostabili presenti all’interno dei rifiuti organici conferiti e rilevati nell’ambito delle analisi merceologiche effettuate periodicamente.

Tra i materiali non compostabili riscontrati, si segnala per l’appunto anche la presenza di vetro che oltre a comportare una serie di criticità di smaltimento legate alle difficoltà di rimozione di questo materiale attraverso il naturale processo di raffinazione impiantistica, determina significativi svantaggi a carico della comunità.

L’abbassamento del trend di raccolta differenziata e riciclo del vetro da parte dei Comuni e il correlato spreco di questa preziosa risorsa non avviata correttamente a recupero è infatti direttamente proporzionale ad un aggravio dei costi di smaltimento che pesano sulle Amministrazioni e dunque sui cittadini.

Il risultato? Un danno a noi stessi e all’ambiente che ci circonda che di fatto determina l’inammissibile dispersione del potenziale economico e ambientale di un materiale 100% naturale che, ribadiamo, se correttamente conferito, risulta riciclabile all’infinito.

“L’Italia che è tra i Paesi più virtuosi d’Europa per le percentuali di raccolta differenziata degli imballaggi di vetro, è tuttavia fanalino di coda per quanto riguarda la qualità.”

Ad affermarlo è Gianni Scotti, Presidente Co.Re.Ve. (Consorzio Recupero Vetro), sottolineando la necessità di adottare un cambio di passo per evitare inutili sprechi e sostenere l’economia circolare del vetro.

Come? Impegnandosi a separare correttamente i rifiuti.

Innanzitutto è importante ricordare che la raccolta differenziata del vetro riguarda solo gli imballaggi (come bottiglie e vasetti) e non ogni materiale di questo tipo e che è indispensabile evitare i cosiddetti “falsi amici” del vetro, cioè: piatti, tazzine o altri oggetti di ceramica, bicchieri o altri oggetti di cristallo, contenitori in pyrex. Tutti rifiuti che vanno messi nei contenitori della raccolta indifferenziata.

Naturalmente, a monte di queste fondamentali raccomandazioni vi è anche quella di evitare categoricamente di conferire il vetro unitamente alla frazione organica al fine di non ostacolare e inficiare il lavoro di gestione, trattamento e valorizzazione portato avanti dalle filiere di recupero preposte, lavoro che, sottolineiamo, agisce a beneficio e vantaggio di tutti, alimentando un’economia circolare e rigenerativa.

Assumiamo una maggiore consapevolezza dell’importanza delle nostre abitudini e gesti quotidiani. Impegniamoci nel portare avanti scelte sostenibili ed azioni sostenibili, ricordando che una corretta raccolta differenziata è lo strumento più importante che abbiamo a disposizione per farlo.

 

Il valore del compost nella lotta ai cambiamenti climatici

“Anche nella lotta ai cambiamenti climatici vige il principio fisico della termodinamica: il danno è veloce ma il recupero è lungo.”

Così, Roberto Cingolani, attuale Ministro della Transizione Ecologica, interviene nell’ambito della “Conferenza preparatoria della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile”.

Tornare a vivere nei limiti della natura. Un imperativo che dovrà guidare l’operato del MITE, chiamato a conciliare istanze sociali e ambientali completamente diverse in un’adeguata soluzione politica.

Tra le sfide più urgenti la lotta ai cambiamenti climatici. Tra le azioni più importanti, il ripristino delle pratiche agricole sostenibili.

Ancora una volta la soluzione è sotto i nostri piedi.

Da un lato i cambiamenti climatici rivelano che l’atmosfera è quasi totalmente satura di anidride carbonica. Dall’altro il suolo manifesta un assoluto bisogno di carbonio in quanto organismo vivo.

Ne deriva che, incrementando il tenore di sostanza organica, prima e fondamentale fonte di carbonio nei terreni agricoli, si otterrà il duplice beneficio di ripristinare la fertilità dei suoli e di contribuire alla decarbonizzazione attraverso l’assorbimento e lo stoccaggio del carbonio negli stessi.

Tra le pratiche agricole capaci di soddisfare tale necessità, apportando un significativo e positivo contributo nella lotta ai cambiamenti climatici, rientra a pieno titolo l’impiego di compost di qualità certificata, fertilizzante naturale ad alto contenuto di sostanza organica, in grado di aumentare l’ammontare di carbonio immagazzinato nei suoli, migliorandone la struttura ed incrementandone al contempo la fertilità.

Ripartiamo dalla terra per far bene al Pianeta. Il momento è ora.

Progeva Sponsor del Concorso di idee “Le donne per un’economia rurale e circolare”- Soroptimist Club Martina Franca

La sfida ambientale è ormai diventata la cifra di ogni programmazione politica ed economica, ad ogni livello territoriale.

Recependo l’urgenza e l’opportunità di cogliere questa sfida e di valorizzare al contempo il costruttivo contributo che le donne possono apportarvi, il Soroptimist International Club di Martina Franca (TA), costantemente impegnato a promuovere il talento e la capacità di leadership femminile, ha attivato il Progetto “L’economia circolare: le prospettive e le opportunità per l’imprenditoria e il lavoro femminile in agricoltura nelle aree rurali”.

Un progetto sostenuto, sulla base di una condivisione di intenti, da Istituzioni ed Enti identificativi del territorio quali il GAL Valle d’Itria, i Comuni di Martina Franca, Locorotondo, Cisternino, la Fondazione ITS Agroalimentare Puglia e l’Università di Bari.

Tutti questi soggetti interverranno nel ciclo di Seminari divulgativi del progetto, ideati e strutturati per scandagliare le concrete possibilità di transizione verso la circolarità nel territorio della Valle d’Itria, puntando sull’ingegno delle donne.

Alle donne è infatti aperta la possibilità di partecipare al Concorso di idee sull’economia circolare che verrà realizzato nell’ambito del Progetto. Le interessate potranno predisporre una proposta ideativa, relativamente al passaggio da un’economia lineare a un’economia circolare in un territorio rurale, sia partendo da imprese esistenti sia immaginando di realizzarne una completamente nuova. Alla vincitrice del concorso sarà assegnato un Premio di 5000 euro.

Riteniamo fondamentale promuovere lo sviluppo di nuovi scenari di sostenibilità, competitività ed inclusività pertanto siamo ben felici di offrire il nostro contributo alla realizzazione di questo Progetto.

seminari si svolgeranno a partire da mercoledì 31 marzo 2021 sulla piattaforma Zoom, tramite il seguente link: https://zoom.us/j/99658317746?pwd=M25s SGluS3JKV01SV0hyQUZDd2hYUT09.

La partecipazione ai seminari sarà subordinata ad autenticazione prima dell’ingresso nella room.online.

La modulistica per la candidatura al Concorso di idee è consultabile e scaricabile qui:BANDO DI CONCORSO DI IDEE Le donne per una economia rurale e circolare (soroptimist.it)

Il termine ultimo per l’inoltro delle candidature è fissato al 30 giugno 2021.


 Imprese e Associazioni che hanno concepito e realizzato il proprio business in chiave sostenibile sono state protagoniste dell’incontro conclusivo del ciclo di seminari divulgativi del Progetto “Economia circolare- Prospettive e opportunità per l’imprenditoria e il lavoro femminile in agricoltura nelle aree rurali” promosso dal Soroptimist International Club di Martina Franca (TA)

L’azienda Progeva ha condividiso conoscenze acquisite, competenze maturate e best practice realizzate portando la propria testimonianza nell’ambito dell’iniziativa.

L’evento si è tenuto giovedì 20 maggio, alle ore 18:30 sulla piattaforma Zoom.

 

 

 


Sabato 25 settembre, alle ore 18:00 nella splendida cornice della Stazione Ippica di Martina Franca, verrà reso noto il nome di colei che è riuscita ad elaborare la miglior proposta ideativa relativamente al passaggio da un’economia lineare a un’economia circolare in un territorio rurale.

Ricordiamo che l’iniziativa, si inserisce nel più ampio Progetto “L’economia circolare: le prospettive e le opportunità per l’imprenditoria e il lavoro femminile in agricoltura nelle aree rurali” promosso dal Soroptimist Club di Martina Franca in collaborazione con Università di Bari – GAL Valle d’Itria – Fondazione ITS Agroalimentare di Puglia – Comuni di Martina Franca, Locorotondo, Cisternino e Fasano.

Il progetto è stato realizzato con il sostegno di Progeva e il contributo del suo Amministratore Unico Lella Miccolis in qualità di membro della Commissione giudicatrice del Premio.

Vi aspettiamo!

Progeva tra le aziende Sponsor del Master in Economia Circolare del Politecnico di Bari

Formazione, impresa, futuro.

Il Politecnico di Bari avvia un percorso formativo di alta qualificazione di interesse per coloro che intendano acquisire le conoscenze tecniche fondamentali e gli strumenti manageriali per guidare il processo di trasformazione del business in coerenza con il paradigma dell’economia circolare.

Il Master di II livello in Economia Circolare permetterà di acquisire competenze multidisciplinari, utili all’implementazione di modelli di business circolari: strategie di eco-design, simbiosi industriale, supply chain circolari, remanufacturing e demanufacturing, riciclo e riuso dei rifiuti.

La figura professionale che si intende formare è quella del circular economy manager, in grado di sviluppare e gestire con successo progetti di economia circolare all’interno di realtà organizzative e aziendali appartenenti a diversi settori produttivi, inclusa la pubblica amministrazione.

Venerdì 19 febbraio 2021 alle ore 10:45 si terrà il webinar di presentazione del Master di II livello in Economia Circolare con docenti, professionisti del settore ed imprenditori tra i quali l’Amministratore Unico di Progeva Srl.

Al seguente link è possibile consultare il programma dell’evento che potrà essere seguito sul canale YouTube del Politecnico di BariPresentazione Master Poliba Economia Circolare

Qui invece tutti i dettagli relativi al bando di selezione, in scadenza il 10 marzo 2021:http://www.poliba.it/it/didattica/master

 

Buone pratiche agricole e sostenibilità delle aziende: Lella Miccolis nel CDA del GAL Valle d’Itria

“Non c’è modo migliore per battezzare il mio ingresso nel GAL Valle d’Itria che iniziare da subito a lavorare sinergicamente con i Partner, portando esperienze e contributi personali e aziendali su tematiche quali sostenibilità, fertilità del suolo e funzione della sostanza organica.”

Così, Lella Miccolis, Amministratore Unico di Progeva, azienda che ha fatto dell’economia circolare il suo core business, commenta la sua nomina a Membro del Consiglio di Amministrazione del GAL Valle d’Itria in rappresentanza della CCIAA di Taranto e il contestuale invito ad intervenire nell’ambito degli incontri formativi promossi dallo stesso.

Creare una rete fra le competenze presenti e fra i diversi settori economico-produttivi del territorio al fine di realizzare un effetto moltiplicatore, valorizzando il potenziale endogeno di cui la nostra terra è assai ricca.

Questo l’obiettivo che Ia società consortile del GAL Valle d’Itria intende valorizzare partendo anche e soprattutto dalla realizzazione di imprescindibili momenti di formazione.

Ed è in quest’ultima categoria che si iscrive l’incontro informativo sulle “Buone pratiche agricole e sostenibilità delle aziende” in programma martedì 28 luglio alle ore 19:30 presso la Masseria Notarangelo a Fasano (BR).

Tra i relatori, i professori Claudio Cocozza, Gennaro Brunetti e Matteo Spagnuolo del Di.S.S.P.A., Dipartimento Di Scienze Del Suolo, Della Pianta e Degli Alimenti, Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, e la dott.ssa Lella Miccolis, onorata e lieta di poter inaugurare un percorso di formazione, oltre che di crescita e consapevolezza condiviso con le Associazioni territoriali e i diversi operatori locali.

Informazioni utili e modalità d’iscrizione all’evento sono disponibili al seguente link: http://www.galvalleditria.it/

ICAW Settimana internazionale della consapevolezza del compost, 3 – 9 maggio 2020

Le principali organizzazioni e associazioni mondiali impegnate a sviluppare il recupero dei rifiuti organici attraverso il compostaggio di qualità lavorano in maniera sinergica per promuovere la 25a edizione della settimana internazionale della consapevolezza del compost (ICAW).

Nata  su iniziativa dei compostatori americani US Composting Council, la Fondazione promuove la produzione e l’utilizzo del compost, le tecnologie, le buone pratiche e i benefici per supportare la conservazione delle risorse e l’arricchimento di sostanza organica per il suolo.

Anche il  Consorzio Italiano Compostatori (CIC)  del quale l’azienda Progeva è socia, è tra le organizzazioni in prima linea  nel promuovere l’iniziativa auspicando di poter ribadire, tramite l’adesione e il supporto alla stessa, l’importanza di una corretta raccolta differenziata degli scarti organici e del loro adeguato recupero e trattamento negli  impianti di compostaggio.

Dal 3 al 9 maggio in tutto il Mondo sono previste una serie di attività ed eventi contemporanei promossi dalle associazioni locali con i governi, comuni, scuole e imprese.

Iniziative accomunate dalla volontà di affermare un fondamentale messaggio: Soil Loves Compost.

E che i suoli “amino” il compost, affermano i promotori dell’iniziativa, è dato ormai consolidato, in virtù degli innumerevoli benefici agronomici e ambientali dello stesso:

  • Concimare in modo naturale e sostenibile
  • Ridurre l’uso di pesticidi e prodotti chimici
  • Abbattere l’inquinamento ambientale
  • Ridare vita alla terra, nutrendola adeguatamente.

Al seguente link potrete trovare molte informazioni utili su ICAW 2020 e sugli eventi in programma: https://www.compostfoundation.org/ICAW/ICAW-Home, che quest’anno non saranno “in sito” ma virtuali.

 

 

Plastic Tax, a chi spetta pagare l’imposta sui prodotti in plastica monouso?

L’Italia intende adeguarsi al recepimento della Direttiva UE 2019/904 sulle materie plastiche monouso (SUP) e lo fa istituendo nella Legge di Bilancio 2020, un’imposta sui “manufatti con singolo impiego” (MACSI).

Per MACSI si intendono gli oggetti in materiale plastico di uso quotidiano progettati e realizzati per avere un singolo utilizzo, terminato il quale, assumono la connotazione di rifiuti.

Rientrano in questa categoria i prodotti monouso in plastica, come tappi ed etichette, così come il polistirolo, le vaschette in polietilene, il tetrapak, i contenitori dei detersivi, le buste di numerosi alimenti, le bottigliette di acqua naturale e bibite varie (manufatti che hanno funzione di contenimento, protezione, manipolazione e consegna di merci.)

Non saranno invece tassate le siringhe e tutti i prodotti riutilizzabili, come ad esempio le taniche e i vari contenitori per custodire gli oggetti.

Escluse completamente dalla Plastic tax anche le plastiche compostabili secondo lo standard UNI EN 13432:2002 e il materiale plastico che, pur essendo contenuto in prodotti qualificabili come MACSI, proviene da processi di riciclo.

Quali sono i soggetti tenuti al pagamento dell’imposta?

Il fabbricante, per i MACSI realizzati nel territorio nazionale;

Il soggetto che acquista, per i MACSI provenienti da altri Paesi dell’Unione europea;

L’importatore, per i MACSI provenienti da Paesi terzi.

L’imposta è dovuta nella misura di 0,45 euro per chilogrammo di materia plastica contenuta nei MACSI, ma non si è tenuti a versarla nel caso in cui il suo importo risulti inferiore o pari a 10,00 euro.

Agli operatori del settore delle materie plastiche viene al contempo riconosciuta la possibilità di usufruire di un credito di imposta nella misura del 10% delle spese sostenute nell’anno solare 2020 per l’adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti compostabili secondo lo standard UNI EN 13432:2002.

Tale credito d’imposta potrà essere fruito in compensazione di altri debiti tributari fino ad un tetto massimo di euro 20.000,00 per ciascuna impresa beneficiaria ed è altresì riconosciuto, sempre nella misura del 10% in relazione alle spese sostenute dalle aziende per attività di formazione del personale utili all’acquisizione delle competenze necessarie a porre in essere l’adeguamento tecnologico di cui sopra.

L’imposta dovrebbe entrare in vigore a luglio 2020, ossia due mesi dopo la definizione delle modalità dispositive di funzionamento dell’imposta da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, prevista per maggio 2020.

Focus direttiva UE 2019/904 sulle materie plastiche monouso (SUP-Single Use Plastics)

La direttiva SUP si innesta sulla legislazione europea vigente in materia di rifiuti quale norma speciale, stabilendo disposizioni più severe per i tipi di prodotti e di imballaggi più spesso rinvenuti come rifiuti sulle spiagge europee e che contribuiscono all’inquinamento ambientale da microplastiche.

Obiettivo della stessa è la riduzione, a partire dal 2021, del consumo di articoli monouso in plastica sul territorio europeo.

Il divieto non colpisce tutti i prodotti allo stesso modo ma è valido nello specifico per gli oggetti per i quali esistono alternative in commercio facilmente disponibili.

A partire dal 2021, sarà operativo il divieto di commercializzazione per cotton fioc, cannucce, piatti, posate, mescolatori per bevande e aste per palloncini, contenitori con o senza coperchio in polistirene espanso (EPS) per consumo immediato o asporto di alimenti realizzati in plastica monouso.

Il medesimo divieto colpirà tutti i prodotti (monouso e non) realizzati in plastica oxo-degradabile.

Per quanto riguarda invece i contenitori per alimenti e le tazze per bevande in plastica, gli Stati membri sono tenuti a ridurne l’uso, rendendo disponibili prodotti alternativi.

Il divieto non riguarda i prodotti per cui non esiste alternativa sul mercato, come ad esempio le salviettine umidificate e gli assorbenti igienici.

Particolare attenzione dovrà essere tuttavia riservata agli imballaggi di tali prodotti, che dovranno presentare un’etichetta che indichi chiaramente al consumatore sia l’impatto negativo sull’ambiente che i corretti metodi di smaltimento.

In riferimento a quest’ultimo punto è bene sottolineare che la direttiva rafforza l’applicazione del principio “chi inquina paga”, introducendo una responsabilità estesa per i produttori.

Questo nuovo regime si applicherà ad esempio ai filtri di sigaretta e agli attrezzi da pesca, per garantire che i produttori sostengano i costi di gestione a fine vita di tali articoli, come pure i costi delle campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini.

Per incentivare il riciclo la direttiva stabilisce un obiettivo di raccolta del 90% per le bottigile in PET, da raggiungere entro il 2029.

Prevede inoltre che, entro il 2025, il 25% delle bottiglie di plastica dovrà essere composto da materiali riciclati.

Tale quota salirà al 30% entro il 2030.

Terra Mater

Progeva, grata a Terra Mater, diviene esempio concreto di economia circolare al servizio della comunità e del territorio, grazie a tutti coloro che hanno creduto e credono nell’azienda, ai tanti che ci sostengono e collaborano con noi costantemente.

È assieme a tutti loro che oggi, sabato 5 ottobre 2019, abbiamo omaggiato la generosità e l’accoglienza della nostra meravigliosa Terra.

“La calpestiamo, la percorriamo, la scaviamo, la usiamo.

Rare volte però ci capita di toccarla, cercando di capire di cosa è composta la terra che tutto sostiene.

La terra ci sostiene. Ci sostiene davvero: ci regge, siamo appoggiati sopra e lo sono tutte le nostre cose, tutto il mondo, e ci sostiene attraverso la sua fertilità.

 “Fertilità” è una parola bellissima. Deriva da “phertos”, una parola greca che significa “portare”.

La terra fertile è quella che ci porta l’abbondanza, la copiosità. “Phertos” però mi fa venire in mente la parola “offerto”, “offerta”.

 La terra ci offre l’abbondanza, ce la regala. Ci dice: “Ecco un regalo per voi, fatene ciò che volete”. Gli antichi alle offerte della terra rispondevano con le offerte al cielo, con miti e riti atti a perpetrare l’abbondanza, inconsapevoli dei meccanismi fisico-chimici che ne determinano la composizione.

Ma noi oggi lo sappiamo benissimo. Le offerte della terra non ci bastavano, abbiamo chiesto ancora e ancora e ancora. Abbiamo scavato, abbiamo diserbato, vi abbiamo riversato le peggiori schifezze. Abbiamo smesso di onorarla nonostante la tecnica e la scienza ci avessero svelati i suoi più reconditi segreti.

Ma la tecnica e la scienza non sono dannose, anzi, sono uno strumento che permette alle donne e agli uomini di progredire.

È possibile, ad esempio, utilizzare le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche per continuare a onorare la terra che ci sostiene, andando a sostenere i processi circolari, oppure come fa Progeva, trasformando quello che non serve più all’uomo in qualcosa che può servire alle piante.

Possiamo usare la scienza per compiere un miracolo: produrre qualcosa di biologicamente sano capace di mantenere intatta, o migliorare, la capacità di offrire che ha la terra.

La scienza e la tecnica non sono qualcosa detenuta solo da scienziati o esperti riconosciuti. Se ci guardiamo intorno possiamo vedere che in ogni angolo la scienza e la tecnica sono visibili e riconoscibili.

Vediamo la struttura che è sopra alle nostre teste, o l’impianto alle nostre spalle, vediamo le macchine che fino a ieri erano in movimento e che lo saranno appena noi ce ne andremo.

La scienza e la tecnica sono patrimonio delle donne e degli uomini che lavorano insieme, un capitale che viene moltiplicato dalla collaborazione.

Un’azienda è un organismo che funziona quando la scienza e la tecnica possedute dalle persone vengono messe a disposizione del gruppo.

Il loro valore si moltiplica, si rafforza, ed è di più della semplice somma delle parti. La terra che calpestiamo oggi, qui, i sacchi che vi circondano, sono il frutto di questa moltiplicazione, i cui fattori sono fondamentali per Progeva.

Grazie a questi fattori è stato possibile realizzare il nostro impianto di compostaggio, che è la dimostrazione di come l’innovazione tecnologica possa essere messa al servizio della sostenibilità.

Non è l’unico esempio, in zona ci sono diverse realtà che danno più di quello che prendono, in termini ambientali. Se questa prima era una scelta, ora è sempre più una necessità.

La consapevolezza sui cambiamenti climatici è diffusa, non si può dire “non sapevo”. Siamo tutti chiamati a fare la nostra parte, come imprenditori e come cittadini.

Come cittadini dovremmo mettere in atto comportamenti virtuosi, ma come imprenditori dobbiamo chiamarci responsabili dell’impronta della nostra impresa.

Un’impresa che prende più di quello che dà non è sostenibile.
La fertilità della terra è patrimonio comune e dobbiamo tutelarla, rafforzarla. Sbaglia chi pensa che stiamo distruggendo il mondo: perché la Terra ci sopravviverà, è il genere umano che è destinato a sparire: le generazioni future, quelle di domani, si troveranno a pagare il conto di tutto quello che è stato consumato finora.”
Discorso di Lella Miccolis, Amministratore Unico di Progeva, tenuto in occasione dell’evento Terra Mater, sabato 5 ottobre 2019.

Guarda  le foto dell’evento qui:  photogallery  Terra Mater