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Un video per raccontare il progetto Compost Goal

Un video per raccontare il progetto Compost Goal.

Per raccontare l’impegno e i risultati raggiunti dai Comuni che hanno deciso di mettersi in gioco per una frazione organica di qualità.

Per raccontare quanto e cosa si può fare quando comunità, cittadini e stakeholders scendono in campo motivati, uniti e compatti in difesa dell’ambiente.

Buona visione!

Terra Mater

Progeva, grata a Terra Mater, diviene esempio concreto di economia circolare al servizio della comunità e del territorio, grazie a tutti coloro che hanno creduto e credono nell’azienda, ai tanti che ci sostengono e collaborano con noi costantemente.

È assieme a tutti loro che oggi, sabato 5 ottobre 2019, abbiamo omaggiato la generosità e l’accoglienza della nostra meravigliosa Terra.

“La calpestiamo, la percorriamo, la scaviamo, la usiamo.

Rare volte però ci capita di toccarla, cercando di capire di cosa è composta la terra che tutto sostiene.

La terra ci sostiene. Ci sostiene davvero: ci regge, siamo appoggiati sopra e lo sono tutte le nostre cose, tutto il mondo, e ci sostiene attraverso la sua fertilità.

 “Fertilità” è una parola bellissima. Deriva da “phertos”, una parola greca che significa “portare”.

La terra fertile è quella che ci porta l’abbondanza, la copiosità. “Phertos” però mi fa venire in mente la parola “offerto”, “offerta”.

 La terra ci offre l’abbondanza, ce la regala. Ci dice: “Ecco un regalo per voi, fatene ciò che volete”. Gli antichi alle offerte della terra rispondevano con le offerte al cielo, con miti e riti atti a perpetrare l’abbondanza, inconsapevoli dei meccanismi fisico-chimici che ne determinano la composizione.

Ma noi oggi lo sappiamo benissimo. Le offerte della terra non ci bastavano, abbiamo chiesto ancora e ancora e ancora. Abbiamo scavato, abbiamo diserbato, vi abbiamo riversato le peggiori schifezze. Abbiamo smesso di onorarla nonostante la tecnica e la scienza ci avessero svelati i suoi più reconditi segreti.

Ma la tecnica e la scienza non sono dannose, anzi, sono uno strumento che permette alle donne e agli uomini di progredire.

È possibile, ad esempio, utilizzare le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche per continuare a onorare la terra che ci sostiene, andando a sostenere i processi circolari, oppure come fa Progeva, trasformando quello che non serve più all’uomo in qualcosa che può servire alle piante.

Possiamo usare la scienza per compiere un miracolo: produrre qualcosa di biologicamente sano capace di mantenere intatta, o migliorare, la capacità di offrire che ha la terra.

La scienza e la tecnica non sono qualcosa detenuta solo da scienziati o esperti riconosciuti. Se ci guardiamo intorno possiamo vedere che in ogni angolo la scienza e la tecnica sono visibili e riconoscibili.

Vediamo la struttura che è sopra alle nostre teste, o l’impianto alle nostre spalle, vediamo le macchine che fino a ieri erano in movimento e che lo saranno appena noi ce ne andremo.

La scienza e la tecnica sono patrimonio delle donne e degli uomini che lavorano insieme, un capitale che viene moltiplicato dalla collaborazione.

Un’azienda è un organismo che funziona quando la scienza e la tecnica possedute dalle persone vengono messe a disposizione del gruppo.

Il loro valore si moltiplica, si rafforza, ed è di più della semplice somma delle parti. La terra che calpestiamo oggi, qui, i sacchi che vi circondano, sono il frutto di questa moltiplicazione, i cui fattori sono fondamentali per Progeva.

Grazie a questi fattori è stato possibile realizzare il nostro impianto di compostaggio, che è la dimostrazione di come l’innovazione tecnologica possa essere messa al servizio della sostenibilità.

Non è l’unico esempio, in zona ci sono diverse realtà che danno più di quello che prendono, in termini ambientali. Se questa prima era una scelta, ora è sempre più una necessità.

La consapevolezza sui cambiamenti climatici è diffusa, non si può dire “non sapevo”. Siamo tutti chiamati a fare la nostra parte, come imprenditori e come cittadini.

Come cittadini dovremmo mettere in atto comportamenti virtuosi, ma come imprenditori dobbiamo chiamarci responsabili dell’impronta della nostra impresa.

Un’impresa che prende più di quello che dà non è sostenibile.
La fertilità della terra è patrimonio comune e dobbiamo tutelarla, rafforzarla. Sbaglia chi pensa che stiamo distruggendo il mondo: perché la Terra ci sopravviverà, è il genere umano che è destinato a sparire: le generazioni future, quelle di domani, si troveranno a pagare il conto di tutto quello che è stato consumato finora.”
Discorso di Lella Miccolis, Amministratore Unico di Progeva, tenuto in occasione dell’evento Terra Mater, sabato 5 ottobre 2019.

Guarda  le foto dell’evento qui:  photogallery  Terra Mater

 




Video-interviste dalla cerimonia di premiazione del progetto Compost Goal

Il campionato  è finito ma…nessuno appenda i sacchetti al chiodo!

Tutti gli scatti e le video interviste della cerimonia di premiazione del progetto Compost Goal!

Video-intervista a Lella Miccolis, Amministratore di Progeva Srl

Video-intervista a Stefano Mambretti, Market Developer Waste Management di Novamont Spa

Video-intervista a Carlo Furno, Consulente Comunicazione di Achab Med Srl

 

Video-intervista a Antonio Felice Uricchio, Magnifico Rettore UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO

Video-intervista a Carmine Pagnozzi, Direttore Generale ASSOBIOPLASTICHE

Video-intervista a Pasquale Lepore, Direttore Tecnico OFFICINE SOSTENIBILI

Video-intervista a Francesco Crudele, Vice Presidente ANCI PUGLIA

Video-intervista a Tina Luciano, Membro Direttivo Nazionale ASSOCIAZIONE DEI COMUNI VIRTUOSI

Video-intervista a Paolo Giacomelli, Vice Direttore UTILITALIA

Progeva protagonista della Settimana dell’Ambiente promossa dal TGR Puglia

Durante la settimana dedicata all’approfondimento del tema ambientale, promossa da TGR Puglia, sono andati in onda n. 3 servizi, incentrati sul tema del recupero e riciclaggio dei rifiuti. In particolar modo si è trattato il tema del compostaggio ed è stato descritto il processo posto in essere nell’impianto Progeva srl, che rappresenta uno degli impianti più importanti del Sud-Italia. Esso è da una parte il sito di destinazione finale per il recupero dei rifiuti organici, derivanti dalle raccolte differenziate, d’altra parte produce ammendanti compostati.
Sul sito Rainews (a questo link http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-c5a76222-4ef5-4b3d-8611-28d8c82e10d7.html a partire dal minuto 17) è possibile rivedere il video del servizio andato in onda durante “Buongiorno regione”.
Di seguito, invece, gli altri due servizi andati in onda nelle edizioni del TGR del 03/02/2017.


Cosa significa “compostabile”?


Cosa significa “compostabile” e che differenza c’è con “biodegradabile“? Un oggetto biodegradabile è anche compostabile?

La biodegradabilità è la capacità di sostanze organiche e di alcuni composti sintetici, di essere decomposti dalla natura, o meglio, mediante attività enzimatica di microrganismi. Questa proprietà permette il regolare mantenimento dell’equilibrio ecologico del pianeta.
Una sostanza biodegradabile viene decomposta in elementi più semplici che possono essere assorbiti nel terreno.
Una sostanza non biodegradabile (o decomponibile a lungo termine), invece, rimane nel terreno senza venire assorbita, provoca inquinamento e favorisce diverse problematiche ambientali.

Un materiale è detto compostabile quando in seguito alla sua degradazione, naturale o industriale, si trasforma in compost. Materie organiche (come ad esempio residui di giardinaggio e scarti di cucina), decomposte in condizioni particolari da macro e microrganismi, si trasformano in una sostanza simile al terriccio che viene generalmente utilizzata per la concimazione in agricoltura o per il rinvaso di fiori e piante. La sua ricchezza di elementi organici, infatti, migliora la struttura del suolo e la disponibilità di elementi nutritivi.

Qual è la differenza fra biodegradabile e compostabile per la normativa?

Per essere definito biodegradabile, la direttiva stabilisce che il prodotto biodegradabile deve decomporsi del 90 percento entro 6 mesi. Mentre, per essere definito compostabile, il prodotto deve disintegrarsi in meno di 3 mesi e non essere più visibile.

La principale differenza tra i due termini sta quindi essenzialmente nei tempi della degradazione e nei residui alla fine del compostaggio industriale. Per fare un esempio, pur essendo biodegradabile, un albero non è compostabile mentre lo sono i suoi rami.

Attenzione, dunque, alle diciture riportate su sacchetti di plastica da utilizzare per la raccolta della frazione umida del rifiuto domestico che oltre ad essere biodegradabili devono essere compostabili.

Questo video è parte integrante del progetto Secondo Natura e, in particolare, della playlist “Raccolta differenziata dell’umido e sacchetti compostabili” a cura di Progeva e Novamont.

Quali rifiuti non vanno nella raccolta differenziata dell’umido?


Quali sono i rifiuti che non vanno nell’umido? Sapere quali materiali sono compostabili e quali no, ci permette di fare una corretta raccolta differenziata. Una maggiore qualità dei carichi consegnati, oltre ad influire direttamente sull’ambiente e sulla qualità del compost, eviterà sprechi negli impianti di compostaggio e aumenti delle tasse sulla comunità.

I rifiuti che non vanno nella raccolta dell’organico destinata al compostaggio industriale e, a maggior ragione, al compostaggio domestico sono:

– i liquidi: neanche l’olio, che va raccolto separatamente e portato alle piazzole ecologiche. Piccole quantità di sughi possono essere raccolti attraverso l’utilizzo di tovaglioli di carta.
– i metalli (neanche l’alluminio per i cibi).
– i pannolini e gli assorbenti igienici
– le polveri o i filtri dell’aspirapolvere
– i contenitori di cibi (vasetti yogurt, buste mozzarella, confezioni affettati),
– la carta per confezioni alimentari (carta oleata, plastificata o con alluminio),
– i mozziconi di sigaretta
– i prodotti chimici
– la plastica biodegradabile ma NON compostabile (NON CERTIFICATA ai sensi della UNI-EN 13432-2002).

Attenzione! A volte i Comuni possono dare indicazioni diverse su alcuni rifiuti specifici. Per qualsiasi dubbio, vi consigliamo di rivolgervi al gestore della raccolta attraverso gli appositi numeri verdi oppure consultare i volantini esplicativi che di solito i Comuni consegnano ai propri cittadini.

Tra i rifiuti che non tutti i gestori della raccolta accettano abbiamo:
– tappi di sughero
– gusci di frutti di mare
– capelli, peli, ossa di animali
– fazzoletti e tovaglioli sporchi di rifiuti organici

Questo video è parte integrante del progetto Secondo Natura e, in particolare, della playlist “Raccolta differenziata dell’umido e sacchetti compostabili” a cura di Progeva e Novamont.

Quali rifiuti vanno nella raccolta differenziata dell’umido?


Come fare la raccolta differenziata dell’umido? Tanti sono ancora i dubbi su cosa si debba mettere o meno tra i rifiuti organici.

Oggi vedremo quali sono i rifiuti che vanno nella raccolta dell’organico destinata al compostaggio industriale. Alcuni rifiuti organici infatti possono non essere adatti per il compostaggio domestico per via di tempi lunghi di processo e condizioni che possono produrre cattivi odori ed attirare animali.

Più di un terzo della nostra spazzatura è costituita da rifiuti organici compostabili. Tra questi troviamo:
– avanzi di cucina,
– scarti di carne e pesce (compresi gusci d’uovo, piccole ossa, piume, lische)
– scarti di verdura e frutta, anche secca (ricordarsi di togliere eventuali bollini)
– cibi avariati, tolti dalle confezioni
– filtri di the, camomilla o altri infusi (staccare eventuale filo e bollino di carta)
– fondi di caffè, cialde di caffè (solo se compostabili)
– fazzoletti e tovaglioli sporchi solo di residui organici, non imbevuti di prodotti detergenti o cosmetici. Di solito, vengono accettati anche quelli con piccole stampe decorative. Se troppo colorati potrebbero contenere sostanze tossiche per il compostaggio industriale.
– piccoli scarti di fiori e piante, rametti e altri scarti legnosi
– bastoncini in legno per gelati
– ceneri spente del caminetto in piccola quantità
– stoviglie compostabili
– escrementi di animali domestici
– lettiere “naturali” per animali domestici

Attenzione! A volte i Comuni possono dare indicazioni diverse su alcuni rifiuti specifici. Per qualsiasi dubbio, vi consigliamo di rivolgervi al gestore della raccolta attraverso gli appositi numeri verdi oppure consultare i volantini esplicativi che di solito i Comuni consegnano ai propri cittadini.

Tra i rifiuti che non tutti i gestori della raccolta accettano abbiamo:
– tappi di sughero
– gusci di frutti di mare
– capelli, peli, ossa di animali
– fazzoletti e tovaglioli sporchi di rifiuti organici

Questo video è parte integrante del progetto Secondo Natura e, in particolare, della playlist “Raccolta differenziata dell’umido e sacchetti compostabili” a cura di Progeva e Novamont.

Quale sacchetto utilizzare per la raccolta differenziata dell’umido?


Come riconoscere un sacchetto biodegradabile e compostabile? Non tutti i sacchetti sono adatti a contenere rifiuti organici. Per esempio non vanno bene i sacchetti in plastica normale (Polietilene PE), quelli in plastica leggera e quelli con diciture generiche come:
“Biodegradabile entro 3-5 anni” o “in tempi medio-lunghi”, 
“Biodegradabile secondo il metodo UNI EN ISO 14855”,
“ECM biodegradabile”, “D2W®”, “oxobiodegradabile” o “oxodegradabile”, “Difendi la natura”, 
“Sono una busta ecologica”
,“La natura ci sta a cuore”, ecc.

Un sacchetto adatto alla raccolta dell’umido non deve essere solo biodegradabile. Deve essere compostabile: deve poter trasformarsi in compost nello stesso arco di tempo in cui si degraderebbe il suo contenuto, cioè massimo 3 mesi. Per questo motivo i sacchetti compostabili sono realizzati in bioplastiche.

Secondo le analisi del Cic (Consorzio Italiano Compostatori), il contenuto di materiale non compostabile che abbassa la qualità dei carichi consegnati agli impianti è mediamente del 4,8%. La colpa è di plastica varia, sacchetti in plastica utilizzati impropriamente per la raccolta e altri materiali finiti per pigrizia, errore o negligenza.

Per riconoscere un sacchetto compostabile, bisogna controllare la presenza di uno di questi marchi:

e la dicitura che dichiari la conformità ad una specifica norma: la UNI EN 13432-2002”.

Attenzione: I sacchetti compostabili possono essere utilizzati per la raccolta dell’umido. Non sono adatti per altri tipi di raccolta differenziata come quella della carta, della plastica, del vetro e dei metalli.

Questo video è parte integrante del progetto Secondo Natura e, in particolare, della playlist “Raccolta differenziata dell’umido e sacchetti compostabili” a cura di Progeva e Novamont.

Quali sono i vantaggi dell’utilizzo di sacchetti biodegradabili e compostabili?


Dal Giugno 2014 è ormai legge dello Stato il divieto di cedere ai consumatori, anche a titolo gratuito, sacchetti di plastica che non siano conformi alla legge. Grazie a questa normativa (L. 28/2012 art. 2) negli ultimi tempi, infatti, abbiamo potuto notare come per il trasporto della spesa si siano diffusi shopper riusabili di lunga durata (spesso prodotti con plastica riciclata) e, per chi li dimentichi a casa, la possibilità di acquistare sacchetti biodegradabili e compostabili.
Questo tipo di offerta combinata ha come obiettivo principale quello di eliminare l’utilizzo di sacchetti usa e getta in polietilene, tra i principali inquinanti del mare e tra i prodotti a più alto rischio di dispersione nell’ambiente.

I sacchetti biodegradabili e compostabili possono essere utilizzati per la raccolta del rifiuto organico.

L’uso di un sacchetto compostabile è un fattore molto importante, perché permette di creare un rifiuto omogeneo, dove sia contenitore che contenuto godono delle stesse proprietà di biodegradazione. Tale processo porta alla trasformazione del rifiuto in compost, sostanza altamente fertile per il suolo.

Utilizzare sacchetti compostabili per la raccolta dell’umido diminuisce la quantità di materiale non compostabile, nei carichi trasferiti presso gli impianti consentendo non solo di migliorare la qualità del compost, ma anche di risparmiare risorse per lo smaltimento di materiale non conforme, costo che inevitabilmente si ripercuote sulle tasche dei cittadini.

Questo video è parte integrante del progetto Secondo Natura e, in particolare, della playlist “Raccolta differenziata dell’umido e sacchetti compostabili” a cura di Progeva e Novamont.