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Collaborazioni

Progeva è partner ufficiale di Eco2Pensiamo

Nei giorni scorsi la Progeva è divenuta partner dell’associazione culturale Ecoattivi, vincitrice del bando della Regione Puglia “Principi Attivi”, con un progetto denominato “Eco2MPensiamo” che prevede la compensazione di CO2 attraverso il rimboschimento di un area peri-urbana degradata del Comune di Adelfia.

L’azienda, da sempre impegnata per ridurre le emissioni di CO2 e già coinvolta in un progetto del Ministero dell’Ambiente volto a determinare l’impronta di carbonio e a ridurne l’emissione durante la produzione di compost, ha deciso di sostenere il progetto divenendone partner ufficiale.

Più in particolare ha fornito gratuitamente il compost di qualità che servirà a sostenere l’attecchimento delle giovani piantine di essenze arboree che costituiranno il primo nucleo del rimboschimento che partirà ad inizio 2014 presso la località “Piscina di Rondinella” nel comune di Adelfia.

Anche questo è impegno concreto per il territorio e per i progetti innovativi finalizzati al miglioramento dell’ambiente.

Nuovi mercati: Progeva a sostegno dell’agricoltura in Albania

Da dicembre 2013, il mondo agricolo in Albania si avvale dei benefici agronomici derivanti dall’utilizzo dei fertilizzanti organici, a marchio Progeva. Il paese situato nella penisola Balcanica e crocevia di scambi con le regioni limitrofe, vede crescere ogni anno la sua produzione agricola ad un ritmo compreso tra il 2.5 ed il 3%. Sempre di più, con il passare degli anni, le politiche agricole Albanesi si stano avvicinando a quelle europee cresce quindi la sensibilità nei confronti di un’agricoltura eco-sostenibile.

Progeva tra le 187 aziende italiane per la valutazione dell’impronta di carbonio

Il cambiamento climatico globale è una delle maggiori minacce per l’umanità ed è uno dei più importanti indicatori del fatto che stiamo vivendo al di là dei mezzi ecologici di cui disponiamo.

Il “Life Cycle Assessment” (letteralmente “Valutazione del Ciclo di Vita”) rappresenta uno degli strumenti fondamentali per l’attuazione di una Politica Integrata dei Prodotti; si tratta di un metodo oggettivo di valutazione e quantificazione dei carichi energetici ed ambientali, fra cui la “Carbon Footprint” e degli impatti potenziali associati ad un prodotto/processo/attività lungo l’intero ciclo di produzione, dall’acquisizione delle materie prime fino all’esaurimento/smaltimento e/o fine vita (“dalla culla alla tomba”).

La “Carbon Footprint” (letteralmente “Impronta di Carbonio”) misura l’impatto ambientale attribuibile ad un prodotto, un’organizzazione o un individuo in termini di kg di CO2eq (CO2 equivalente) che semplifica l’emissione di gas clima-alteranti (CO2, CH4, N2O, HFCs, PFCs e SF6). Di conseguenza, la riduzione della Carbon Footprint di prodotti/processi risulta essenziale per porre un limite allo sfruttamento eccessivo delle risorse.

Anche il Ministero dell’Ambiente si è mosso in tale direzione con la pubblicazione di un bando pubblico, in modo da sensibilizzare le aziende ad effettuare la valutazione della CO2 equivalente sull’intero processo di produzione, attraverso l’accesso al finanziamento di progetti volti ad effettuare l’analisi della “Impronta di Carbonio” nel ciclo di vita dei prodotti di largo consumo.

Tra le 187 aziende italiane che si sono impegnate ad analizzare l’intero ciclo produttivo e determinare quella che è la Carbon Footprint legata al rispettivo prodotto finale, ci sono: PROGEVA srl con sede a Laterza (TA), azienda che si occupa della produzione di compost di qualità, e FRUTTHERA srl con sede a Scanzano Jonico (MT), che si occupa invece della commercializzazione di prodotti ortofrutticoli.

Tale studio di valutazione è stato affidato alla Agreenment srl, società Spin-Off dell’Università degli Studi della Basilicata (UNIBAS), che lavora nel campo della “Blue-Green Economy”, quest’ultimo comprendente varie tematiche sensibili alla sostenibilità ambientale, tra cui la “Carbon Footprint” e la “Water Footprint”.

Le analisi condotte da Agreenment determineranno la CO2 equivalente immessa in atmosfera a causa dell’attività produttiva rispettivamente per PROGEVA e FRUTTHERA, mediante l’osservazione e valutazione degli interi cicli vita di produzione.
Inoltre, a seguito di studi, analisi, ricerche e sperimentazioni, Agreenment individuerà e valuterà le possibili misure da attuare per la riduzione delle emissioni derivanti dalle principali fasi del ciclo di produzione, dei principali aspetti logistici e delle principali fasi del ciclo di smaltimento. A termine di questo percorso, i risultati saranno certificati da parte di un ente terzo indipendente.

Tale nobile approccio in un così difficile periodo è un segnale forte di come realtà imprenditoriali siano sensibili all’impatto ambientale e cerchino ti attuare le tecnologie più innovative per limitare la propria impronta ed essere allo stesso tempo competitivi non solo nei mercati locali e nazionali, ma anche nei mercati internazionali, i quali hanno oggi come obiettivo la qualità ed il rispetto dell’ambiente.

 

Nuovi mercati: Progeva approda in Senegal

Da agosto 2013, grazie ai riconoscimenti ottenuti sul campo e all’elevato standard qualitativo dei suoi prodotti fertilizzanti organici, il marchio Progeva è approdato anche nella Repubblica del Senegal. Il paese situato nell’Africa Occidentale, con l’ausilio delle più importanti organizzazioni internazionali è impegnato ormai da anni nell’utilizzo di tecniche di agricoltura sostenibile. Questo ambizioso progetto potrà essere ben supportato dai prodotti a marchio Progeva, azienda che da sempre punta al benessere vegetale delle piante, nel rispetto dell’ecosistema.

Progeva partner del Progetto “Nella pancia o nella terra”

E’ stato finanziato nell’ambito del Bando 2012 “Verso Rifiuti Zero”, di Fondazione CON IL SUD il Progetto “NELLA PANCIA O NELLA TERRA”, candidato da AFORIS Impresa Sociale, in partenariato con Progeva Srl, Ce.Se.Vo.Ca., GAL Meridaunia, Consorzio EDEN, Bioenergy Italia SpA e con il sostegno di Cooperativa Estense.

Il progetto, da realizzarsi in 24 mesi, è finalizzato ad una maggiore riduzione dei rifiuti alimentari prodotti dalla GDO (Grande Distribuzione Organizzata) ed una valorizzazione alimentare, energetica, come ammendante agricolo di quanto rischierebbe di costituire unicamente un rifiuto.

Scarica la Scheda di sintesi del progetto.