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ICAW Settimana internazionale della consapevolezza del compost, 3 – 9 maggio 2020

Le principali organizzazioni e associazioni mondiali impegnate a sviluppare il recupero dei rifiuti organici attraverso il compostaggio di qualità lavorano in maniera sinergica per promuovere la 25a edizione della settimana internazionale della consapevolezza del compost (ICAW).

Nata  su iniziativa dei compostatori americani US Composting Council, la Fondazione promuove la produzione e l’utilizzo del compost, le tecnologie, le buone pratiche e i benefici per supportare la conservazione delle risorse e l’arricchimento di sostanza organica per il suolo.

Anche il  Consorzio Italiano Compostatori (CIC)  del quale l’azienda Progeva è socia, è tra le organizzazioni in prima linea  nel promuovere l’iniziativa auspicando di poter ribadire, tramite l’adesione e il supporto alla stessa, l’importanza di una corretta raccolta differenziata degli scarti organici e del loro adeguato recupero e trattamento negli  impianti di compostaggio.

Dal 3 al 9 maggio in tutto il Mondo sono previste una serie di attività ed eventi contemporanei promossi dalle associazioni locali con i governi, comuni, scuole e imprese.

Iniziative accomunate dalla volontà di affermare un fondamentale messaggio: Soil Loves Compost.

E che i suoli “amino” il compost, affermano i promotori dell’iniziativa, è dato ormai consolidato, in virtù degli innumerevoli benefici agronomici e ambientali dello stesso:

  • Concimare in modo naturale e sostenibile
  • Ridurre l’uso di pesticidi e prodotti chimici
  • Abbattere l’inquinamento ambientale
  • Ridare vita alla terra, nutrendola adeguatamente.

Al seguente link potrete trovare molte informazioni utili su ICAW 2020 e sugli eventi in programma: https://www.compostfoundation.org/ICAW/ICAW-Home, che quest’anno non saranno “in sito” ma virtuali.

 

 

Analisi merceologiche, rifiuti organici sotto esame

Le analisi merceologiche rappresentano la lente d’ingrandimento che restituisce una visione chiara della qualità dei rifiuti organici conferiti in impianto di compostaggio e l’altrettanto chiara consapevolezza che puntare alla qualità prima che alla quantità di questi ultimi sia un tassello fondamentale per:

  • ottimizzare il processo di trattamento e recupero dei rifiuti organici;
  • ridurre gli scarti da avviare a smaltimento in discarica e/o inceneritore;
  • recuperare i rifiuti organici e mediante adeguato processo di compostaggio industriale, trasformarli in una preziosa materia prima seconda, ovvero compost di qualità certificata.

Il compost (Ammendante Compostato Misto) si qualifica come fertilizzante organico il cui uso è consentito e fortemente consigliato in agricoltura convenzionale e biologica per migliorare la struttura del terreno e incrementarne la fertilità.

Tuttavia per caratterizzarsi come prodotto efficace, efficiente e sicuro, il compost deve necessariamente rispondere agli standard qualitativi richiesti dalla normativa nazionale sui fertilizzanti e ovviamente ai requisiti imposti dal mercato.

E dunque puntare alla sua qualità è un elemento fondamentale tanto per l’ambiente, poiché consente la trasformazione di una scarto in risorsa che torna alla terra, culla che l’ha generata, quanto per l’economia, poiché gli scarti organici se non correttamente conferiti finiscono in discarica e /o inceneritore, attività i cui costi economici ed ancora una volta ambientali incidono significativamente sulle nostre tasche, sulla nostra salute e su quella del Pianeta, poiché tali attività contribuiscono all’emissione di gas climalteranti.

I rifiuti conferiti in impianto per “superare l’esame della circolarità”, ovvero divenire preziose risorse, devono essere per così dire “puri”, cioè tali da poter essere inseriti nel processo di compostaggio industriale.

A tal fine gli impianti di compostaggio effettuano periodicamente controlli merceologici, attività che consistono nell’analizzare, mediante l’applicazione di procedure specifiche, campioni rappresentativi dei rifiuti organici attraverso cernita manuale e pesatura delle diverse componenti costituenti il campione. Tale procedura si definisce “analisi merceologica”.

In merito a quest’ ultimo punto è bene sottolineare che, mediante un’attività che ha previsto nell’arco del 2018 circa 900 monitoraggi di rifiuti provenienti da numerosi comuni italiani, il CIC-Consorzio Italiano Compostatori ha rilevato che la purezza merceologica del rifiuto organico conferito agli impianti (media italiana) supera il 95 %.

Tuttavia, nonostante il dato riportato dal CIC sia incoraggiante, è bene effettuare alcune precisazioni: per quanto infatti tale dato attesti che il livello di impurità merceologica riscontrata è del 5%, è pur sempre un dato che si basa su una stima media che comunque sottende una disomogeneità tra gli areali italiani più virtuosi, che contribuiscono in misura maggiore al raggiungimento di un trend positivo ed altri areali italiani in cui continuano a registrarsi picchi di impurità merceologica che si attestano attorno al 10/15%.

Inoltre si aggiunge a questa considerazione anche un’altra di carattere tecnico: ad un punto percentuale di impurità (MNC-materiale non compostabile) in ingresso in impianto, corrisponde per effetto di trascinamento di materiale compostabile che resta intrappolato nelle impurità rimosse, un coefficiente di 2,6.

Ne consegue che, ad ogni punto percentuale di impurità corrisponde realmente una percentuale di frazioni estranee da smaltire pari a 2,6 %.

Alla luce di ciò, il dato medio nazionale indicato dal CIC, pari ad una percentuale di impurità (MNC) del 5%, a causa dell’effetto di trascinamento sopra descritto, è da considerarsi effettivamente pari al 13%.

All’interno delle sopracitate frazioni estranee continua a persistere in maniera significativa la presenza di sacchetti in plastica tradizionale, erroneamente utilizzati per il conferimento dell’organico.

Tali sacchetti costituiscono il 25% del materiale non compostabile rilevato e non possono essere recuperati assieme agli scarti alimentari in essi contenuti, diversamente da quelli biodegradabili e compostabili certificati secondo la norma UNI EN 13432:2002.

I sacchetti in plastica tradizionale devono necessariamente essere avviati a smaltimento nelle discariche e/o presso gli inceneritori, decisamente pochi sul territorio e limitati in termini di capienza e di capacità di accoglimento, oltre che economicamente e ambientalmente poco sostenibili.

E dunque se da un alto l’Italia si conferma Paese leader in Europa per la Raccolta Differenziata, con un settore del riciclo di rifiuti organici che nell’ultimo decennio, secondo le stime del CIC, ha subito una crescita di oltre l’8,5% su base annua, dall’altro incalza la necessità di tornare a ribadire l’importanza di fare di più e soprattutto di farlo ancora meglio.

Valorizzare il capitale naturale del nostro Pianeta, contrastare la “cultura dello scarto e dello spreco”

«La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia».

Questa è una frase che travalica i confini religiosi entro i quali è stata concepita per divenire denuncia, universalmente accolta, di quello che il modus operandi dell’uomo contemporaneo ha prodotto: la “cultura dello scarto e dello spreco”, la cultura della non curanza, una realtà nella quale l’ambiente viene percepito come altro da sé ed in quanto tale destinato, spesso inconsapevolmente, all’ indifferenza.

Le conseguenze infelici di questo agire autoreferenziale sono sotto gli occhi di tutti, ciò che forse non è ancora abbastanza evidente è che più si alimenta tale cultura,  più si allontana l’idea di poter costruire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola, a vantaggio e beneficio di ognuno di noi.

Un esempio fra tutti: il valore della frazione umida dei rifiuti solidi urbani.

Certo, non è di immediata comprensione l’idea che la famosa buccia della mela e i suoi pari vegetali e animali, se correttamente conferiti nel circuito della raccolta differenziata ed opportunamente trattati in impianto di compostaggio, possano recuperare valore.

Un valore che consiste nella loro trasformazione in una vera e propria risorsa: il compost, fertilizzante naturale in grado di apportare al suolo sostanza organica, la più alta riserva terrestre di carbonio e di contribuire ad arginare un fenomeno che sta letteralmente divorando il pianeta: la desertificazione del suolo.

E molto probabilmente non è neppure immediato comprendere che se nelle nostre case effettuiamo la raccolta differenziata in modo scorretto, stiamo di fatto contribuendo ad alimentare indirettamente i fenomeni di riscaldamento globale.

E invece è possibile, accade davvero ed è quantomai urgente acquisirne consapevolezza.

I cambiamenti climatici sono dovuti alla produzione non solo di anidride carbonica (CO2) derivante dagli svariati processi di combustione nelle attività umane, ma anche metano (CH4) rilasciato dalla decom­posizione dei rifiuti biodegradabili nelle discariche.

E allora diamo valore ai nostri gesti quotidiani: come?

Differenziando i rifiuti in maniera corretta e contenendo le eccedenze alimentari.

Due operazioni semplici ma fondamentali per sostituire alla “cultura dello scarto e dello spreco”, quella della cura e dell’interdipendenza con la terra che abitiamo, con la sua prosperità e con la possibilità che possa ancora essere culla ospitale, benevola e generosa per le generazioni future.

“Save Organics in Soil”: Progeva aderisce all’iniziativa Europea per la salvaguardia del suolo

Il 7 ottobre 2019 a Bilbao, durante il World Congress 2019 di ISWA, il Consorzio Italiano Compostatori ed ECN – European Compost Network hanno presentato la piattaforma internazionale S.O.S. Soil- Save Organics in Soil a favore del mantenimento della sostanza organica nei suoli.

Nata per tutelare una delle principali risorse vitali e non rinnovabili del nostro Pianeta – il suolo –la Piattaforma S.O.S. Soil ha come obiettivo principale quello di diventare un interlocutore di riferimento per le Istituzioni in merito ad una corretta gestione delle politiche di sviluppo sostenibile, che tengano conto anche della salvaguardia dei suoli.

Questi i punti chiave:

– Aumentare la sostanza organica nei suoli.

– Incoraggiare una gestione più efficiente e consapevole dei nutrienti sui terreni agricoli.

– Proteggere il carbonio stoccato nel suolo, riducendone al minimo la perdita.

– Lavorare sull’importanza che gioca il recepimento delle Direttive Europee a livello nazionale.

Ad oggi hanno aderito numerose organizzazioni, enti, società per sostenere questa iniziativa che avrà tanto più successo quante maggiori saranno le adesioni.

A breve verrà messo on-line il sito ufficiale, già accessibile all’indirizzo www.saveorganicsinsoil.org.

Per condividere, incoraggiare e aderire all’iniziativa, clicca qui!

In allegato il Manifesto di presentazione dell’iniziativa lanciata dal Direttore del CIC, Massimo Centemero, a Bilbao: Manifesto S.O.S Soil

 

Rifiuti come risorse, i benefici agronomico-ambientali del Compost di qualità

“Promuovere le buone pratiche per la raccolta dei rifiuti organici significa difendere il suolo.”

Così, le parole di Massimo Centemero, Direttore del Consorzio Italiano Compostatori (CIC) accendono i riflettori su un argomento di grande valore economico, agronomico ed ambientale: l’utilizzo del compost di qualità, derivante dal trattamento della frazione organica dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata, come risorsa utile a implementare la fertilità del suolo.

Ebbene si, quelli che comunemente definiamo scarti organici, una volta sottoposti ad adeguato processo di compostaggio, si trasformano in un esempio concreto di economia circolare, un preziosissimo fertilizzante naturale ricco di sostanza organica ed elementi nutritivi indispensabili per salvaguardare i terreni agricoli da fenomeni di erosione, impermeabilizzazione, perdita di biodiversità e contaminazione.

Il compost di qualità è infatti ricchissimo di sostanza organica, il cui apporto si rende indispensabile per favorire una maggiore complessità genetica, funzionale e metabolica della microflora del suolo, rinvigorendone e migliorandone la struttura.

La sostanza organica assicura una maggiore capacità di assorbimento degli elementi nutritivi utili alla vita delle piante, migliori condizioni di lavorabilità ed un’elevata capacità di ritenzione idrica, a tutto vantaggio delle produzioni agricole e dell’ambiente che in tal senso trovano giovamento anche dall’aumento di carbonio nel suolo che l’impiego del compost di qualità garantisce.

Fattore chiave, quest’ultimo, oltre che per sottrarre CO2 all’atmosfera, anche per combattere l’incalzante desertificazione dei terreni agricoli, che ad oggi pone a rischio, secondo uno studio di Coldiretti, quasi il 21% del territorio italiano.

Gli scarti organici, opportunamente conferiti e trattati in impianto, si trasformano dunque in una preziosa risorsa che restituisce vita ai suoli, assicurando al contempo produzioni agricole salubri e sostenibili.

La scelta di valorizzare il potenziale di ciò che comunemente definiamo scarto, permettendo la sua trasformazione in risorsa, è solo nostra.

E’ infatti il frutto di un impegno quotidiano che parte dalle nostre case, dalle nostre tavole, dalla nostra volontà concreta di fare la differenza, attraverso un piccolo ma fondamentale gesto: la corretta separazione dei rifiuti organici.

Gestione e valorizzazione del rifiuto organico: l’importanza dei materiali amici del compost

Efficienza, efficacia, sostenibilità.

Tre obiettivi di miglioramento che hanno guidato i monitoraggi della qualità della frazione organica dei rifiuti solidi urbani condotti dal CIC (Consorzio Italiano Compostatori), Assobioplastiche, Conai e Corepla nel biennio 2015 -2017, realizzati rispettivamente su 12 impianti di digestione anaerobica e 15 impianti di compostaggio italiani.

Tre elementi chiave che a fronte dei dati emersi dalle analisi effettuate, hanno riportato la necessità di ribadire un concetto fondamentale: è necessario che la raccolta dello scarto organico venga effettuata mediante l’uso di sacchetti biodegradabili e compostabili (a norma UNI EN 13432), realizzati a partire da materie prime rinnovabili.

Sacchetti in grado di essere smaltiti, assieme agli scarti alimentari in essi contenuti, attraverso processo di compostaggio.

Parlare di qualità della frazione organica dei rifiuti solidi urbani significa puntare l’attenzione sui manufatti che giocano un ruolo fondamentale per determinarla: i materiali “amici del compost”, ovvero carta e bioplastiche certificate, che differentemente rispetto agli imballaggi o ai manufatti di plastica convenzionale non contaminano la frazione organica dei rifiuti.

Ciò consente non solo di migliorare la qualità del compost, fertilizzante organico naturale di elevato pregio agronomico, ma anche di risparmiare risorse per lo smaltimento di materiale non conforme, costo che inevitabilmente si ripercuote sulle tasche dei cittadini.

Come riconoscere dunque i sacchetti “amici del compost”? Verificando che evidenzino le seguenti diciture:

– la presenza della scritta “biodegradabile e compostabile”;
– la citazione dello standard europeo “UNI EN 13432:2002”;
– la presenza di un marchio rilasciato da un ente certificatore come ad esempio il marchio COMPOSTABILE CIC, che si pone a garanzia della qualità del prodotto e della sua possibilità di essere adeguatamente smaltito assieme alla frazione organica dei rifiuti.

Dalle rilevazioni effettuate risulta ancora molto elevato (oltre il 43% del totale) l’impiego di sacchetti in materiale non compostabile.

Un dato che ci conduce a riportare l’attenzione sulla necessità di conoscere e implementare l’utilizzo di materiali amici del compost e soprattutto di comprendere la loro fondamentale importanza nella filiera di gestione e valorizzazione del rifiuto organico.

I benefici dell’agricoltura sostenibile indagati mediante intelligenza artificiale, la presentazione dei risultati del progetto P.A.S.C.Qua ad Ecomondo

Le aziende Progeva e Innovative Solutions Srl presenteranno i risultati del progetto P.A.S.C.Qua. in una location d’eccezione: Ecomondo, grande piattaforma europea della green and circular economy, che anche quest’anno apre i battenti presso la Fiera di Rimini, dal 6 al 9 novembre 2018.

Tracciabilità e qualità dei prodotti della filiera agroalimentare pugliese sono gli obiettivi sulla base dei quali è stato ideato e condotto il progetto sperimentale P.A.S.C.Qua., realizzato grazie ad un finanziamento della Regione Puglia (Avviso pubblico per la presentazione di proposte di Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura indetto con determinazione del Dirigente del Servizio Agricoltura n. 175/Agr del 15/04/2013).

P.A.S.C.Qua è un sistema informatico intelligente in grado di riconoscere le produzioni agricole sostenibili concimate con compost di qualità Progeva Srl e di valutare quali sono i valori aggiunti che l’impiego del prezioso fertilizzante organico determina sui prodotti agroalimentari.

Un software che restituisce informazioni affidabili circa la garanzia della qualità e dell’origine delle colture prese in esame, superando i limiti delle tradizionali forme di controllo e certificazione.

Tra i risultati più rilevanti emersi dalle analisi effettuate sulle colture prese in esame, ovvero pomodoro, grano ed uva da tavola, il software ha evidenziato  l’ incremento di zuccheri semplici (+17% glucosio e fruttosio nel pomodoro, +11% glucosio e fruttosio nell’uva da tavola,+6% maltosio nel grano), l’uniformità del profilo metabolico e l’omogeneità dei lotti di produzione.

 L’ indagine ha dunque restituito dati analitici che confermano i benefici che la fertilizzazione organica è in grado di esercitare sul suolo e sui prodotti agroalimentari, tutelando al contempo le risorse agricole e ambientali.

Ne parleremo mercoledì 7 novembre 2018 nella Sessione tecnica della XX Conferenza Nazionale sul Compostaggio e Digestione Anaerobica, realizzata a cura del Comitato Tecnico del Consorzio italiano Compostatori, all’interno della meravigliosa vetrina di Ecomondo.

In allegato il comunicato stampa  e Chi è PASCQua? una breve sintesi del progetto.

P.A.S.C.Qua., redditività sostenibile e protocolli di produzione certificata, l’evento di presentazione dei risultati del progetto in Fiera del Levante

Lavorare in direzione della costruzione di un’agricoltura di precisione, attraverso un sistema analitico innovativo in grado di restituire tracciabilità e qualità delle produzioni agroalimentari.

Una sentita e costruttiva partecipazione ha interessato tecnici agronomi, istituzioni politiche e rappresentanti del comparto agricolo, facendo da sfondo all’evento di presentazione dei risultati del progetto P.A.S.C.Qua, tenutosi il 14 settembre, presso la Fiera del Levante di Bari.

Il progetto sperimentale, durato diciotto mesi e realizzato nell’ambito dell’Avviso pubblico per la “Presentazione di proposte di ricerca e sperimentazione in agricoltura, indetto con determinazione del Dirigente del Servizio Agricoltura n.175/agr del 15/04/2013”, è consistito nella realizzazione del software P.A.S.C.Qua in grado di  riconoscere le produzioni agricole sostenibili concimate con compost di qualità Progeva Srl e al contempo di indagare gli effetti dell’impiego del prezioso fertilizzante organico sui tre prodotti agroalimentari oggetto di studio, ovvero pomodoro, grano ed uva da tavola.

I test analitici condotti mediante il ricorso a tecniche di risonanza magnetica e intelligenza artificiale, hanno evidenziato che l’utilizzo del fertilizzante organico conduce omogeneità nella composizione globale delle colture, uniformando i lotti di produzione e ponendo sul mercato prodotti qualitativamente migliorati.

Risultati molto significativi sono emersi inoltre dall’ analisi degli effetti del compost sulla composizione chimica dei prodotti agroalimentari: si è riscontrato l’incremento in zuccheri semplici, cui consegue un maggiore e immediato potere energizzante dell’alimento, componente di assoluto rilievo per supportare l’organismo nel regolare svolgimento delle attività quotidiane.

Il Software P.A.S.C.Qua.  consente dunque di tracciare le produzioni in maniera analitica e non solo documentale.

L’ innovativo sistema permette di riconoscere i prodotti coltivati con compost di qualità, configurandosi come uno strumento assolutamente utile quando si vuole ottimizzare e standardizzare un processo produttivo, di trasformazione o di conservazione e quando si vuole avere la garanzia della qualità e dell’origine del prodotto superando i limiti delle tradizionali forme di controllo e certificazione.

Consulta l’ articolo pubblicato da Terra&Vita a riguardo del progetto!

Progeva e Innovative Solutions, il 14 settembre 2018, la presentazione dei risultati del Progetto P.A.S.C.Qua presso la Fiera del Levante di Bari

Quali sono i benefici d’impiego della fertilizzazione organica sul profilo metabolico dei prodotti agroalimentari?

L’evidenza scientifica del dato ci viene restituita dall’applicativo informatico denominato P.A.S.C.Qua., nato dalla collaborazione tra la Progeva Srl e la Società Innovative Solutions Srl, Spin-off del Politecnico di Bari e realizzato nell’ambito dell’Avviso pubblico per la “Presentazione di proposte di ricerca e sperimentazione in agricoltura indetto con determinazione del Dirigente del Servizio Agricoltura n.175/agr del 15/04/2013”.

L’innovativo software consente di valutare l’effetto dell’impiego del compost sulla qualità dei prodotti agroalimentari, effettuando la comparazione tra il profilo metabolico delle colture concimate attraverso l’utilizzo del prezioso fertilizzante organico e quello delle medesime colture coltivate invece mediante pratiche agronomiche convenzionali.

P.A.S.C.Qua è dunque un sistema informatico che sfrutta la risonanza magnetica e l’intelligenza artificiale per riconoscere le produzioni agroalimentari ottenute mediante l’impiego di compost di qualità.

Il progetto sperimentale ha avuto ad oggetto l’analisi dei tre prodotti agroalimentari maggiormente rappresentativi del territorio pugliese, rispettivamente pomodoro, grano ed uva da tavola, concimati attraverso il ricorso al compost di qualità di Progeva Srl.

L’innovativo software P.A.S.C.Qua ha restituito a riguardo delle colture interessate, rilevantissimi risultati quali, ad esempio:

  • l’’incremento di zuccheri nobili che si traduce in un maggiore potere energizzante dell’alimento;
  • il miglioramento dell’omogeneità dei lotti di produzione;
  • la possibilità di tracciare le produzioni in maniera analitica e non solo documentale.

I risultati scientifici emersi dal progetto sperimentale saranno presentati nel dettaglio martedì 14 settembre, dalle 10:00 alle 12:00, presso la Sala 7 del Centro Congressi della Fiera del Levante di Bari, all’interno del Convegno “Benefici d’impiego della fertilizzazione organica sulla qualità dei prodotti agroalimentari: i risultati d’analisi restituiti dal software P.A.S.C.Qua.”

Per partecipare all’evento vi invitiamo a contattare l’ufficio comunicazione Progeva Srl, al seguente indirizzo:

info@progeva.it

Vi aspettiamo numerosi!

In allegato il Comunicato Stampa.

Evidenza scientifica e produzioni agricole di qualità, al via il progetto di ricerca e sperimentazione P.A.S.C.Qua

Valutare l’effetto dell’impiego del compost sulle caratteristiche metaboliche dei prodotti agroalimentari.

E’ questo l’obiettivo del progetto P.A.S.C.Qua., nato dalla collaborazione tra l’azienda Progeva e la Società Innovative Solutions Srl, Spin off del Politecnico di Bari.

Le due aziende coinvolte hanno messo a punto un innovativo sistema di ricerca grazie ad un progetto, finanziato dalla Regione Puglia, Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Ambientale, realizzato nell’ambito dell’avviso pubblico per la “Presentazione di proposte di ricerca e sperimentazione in agricoltura indetto con Determinazione del Dirigente del Servizio Agricoltura n. 175/AGR del 15 aprile 2013”.

Venerdì 27 aprile 2018, presso l’I.I.S.S. “I. Alpi – E. Montale” di Rutigliano verrà presentato il progetto, che avvalendosi dell’impiego di analisi chimiche e spettroscopiche, in particolare della Risonanza Magnetica Nucleare, riesce a trasformare dati analitici in informazione e conoscenza sulla qualità dei prodotti agroalimentari.

Scopo del progetto di sperimentazione è il confronto analitico tra le pratiche agronomiche tradizionali e quelle che prevedono l’utilizzo di compost, sottoponendo ad analisi i benefici che l’impiego del fertilizzante organico naturale esercita sul profilo metabolico delle colture.

Il profilo metabolico rappresenta l’insieme delle sostanze che caratterizzano l’alimento, quali zuccheri, acidi, amminoacidi, sostanze antiossidanti e diverse altri nutrienti essenziali.

La ricerca è condotta sulle tre colture maggiormente rappresentative del patrimonio agronomico pugliese, ovvero pomodoro, grano duro e uva da tavola e contribuirà a corroborare sulla base dell’evidenza scientifica, il valore agronomico, economico ed ambientale delle pratiche agricole sostenibili.

I beneficiari finali del progetto saranno le imprese agricole che disporranno di protocolli di produzione sostenibili, i consumatori che disporranno di prodotti di qualità ben documentata scientificamente e i cittadini che potranno apprezzare il valore concreto che scaturisce dal reinserire in natura le matrici organiche opportunamente trattate mediante processo di compostaggio.

In allegato il comunicato stampa con gentile richiesta di diffusione e intervento.


Istituzioni, studenti, operatori di settore, assieme in un clima di attenta e condivisa partecipazione!

Si è concluso positivamente l’evento di presentazione del Progetto P.A.S.C.Qua, tenutosi venerdì 27 aprile presso l’Istituto “Alpi- Montale” di Rutigliano (BA).

Compost di qualità e intelligenza artificiale si uniscono in un progetto di sperimentazione che apre le porte alle esigenze del comparto agricolo pugliese profilando innovativi scenari di crescita e potenziamento qualitativo e produttivo del settore agroalimentare.

Di seguito la videointervista realizzata da Foglie TV ai protagonisti e relatori dell’evento.