Dal 16 al 18 settembre 2021 si terrà la seconda edizione della Scuola estiva di Alta formazione culturale dal titolo: “La sfida umana nell’epoca della trasformazione digitale”.
L’iniziativa promossa dall’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, nell’ambito del progetto Value@Work ed in collaborazione con la Fondazione Prioritalia, approfondisce il rapporto fra innovazione digitale, progresso tecnologico, sostenibilità, creatività e dignità della persona con un approccio etico ed inclusivo.
L’obiettivo della Summer School è di sensibilizzare e stimolare i giovani ad essere i veri protagonisti del cambiamento. In un ambiente aperto al confronto e alla contaminazione delle idee, studenti universitari, laureati, dottorandi e dottorati di ricerca under 30’, potranno vivere una esperienza formativa molto arricchente, grazie anche alla possibilità di usufruire di borse di studio.
L’azienda Progeva ha scelto di sostenere l’iniziativa con la copertura di alcune borse di studio per studenti meritevoli che saranno selezionati mediante bando.
MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE: è istituito un bando (con indicati requisiti e modalità di ammissione) per l’assegnazione di n. 20 borse di studio di euro 500,00€ ciascuna equivalenti all’80% del valore del corso, e sarà costituito un comitato scientifico che esaminerà le domande di partecipazione.
La domanda di ammissione dovrà essere inviata entro e non oltre il 30 giugno 2021.
Tutte le informazioni e i documenti utili sono consultabili al seguente link: Summer School – Scuola estiva di Alta formazione culturale
L’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato riconosce a Progeva un incremento del Rating di Legalità in virtù dell’affidabilità dell’impresa, della corretta gestione del business, della sostenibilità e credibilità dei progetti e degli obiettivi aziendali e dell’adozione di processi organizzativi volti a garantire forme di Corporate Social Responsability.
Affidabilità, eticità e trasparenza confermate anche dall’ottenimento del rinnovo dell’iscrizione dell’azienda nella White List della Prefettura di Taranto.
La corretta gestione del proprio Business è uno dei capisaldi sui quali Progeva fonda la sua mission.
Per questo l’azienda ormai da anni si sottopone volontariamente all’analisi dei requisiti giuridici e qualitativi che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) richiede alle imprese che su base volontaria, si candidano ad ottenere l’attribuzione del Rating di Legalità.
Un riconoscimento che assume la veste di un punteggio compreso tra un minimo di una stelletta★ e un massimo di tre stellette★★★ a conferma dell’eticità e trasparenza delle aziende giudicate meritevoli.
L’ AGCM chiarisce: “L’impresa richiedente ottiene il punteggio base, pari a una stelletta★, qualora rispetti tutti i requisiti di cui all’articolo 2 del Regolamento attuativo in materia di rating di legalità, adottato con delibera n. 28361 del 28 luglio 2020. Il punteggio base potrà essere incrementato di un “+” per ogni requisito aggiuntivo che l’impresa rispetta tra quelli previsti all’art. 3 del Regolamento; il conseguimento di tre “+” comporta l’attribuzione di una stelletta aggiuntiva, fino a un punteggio massimo di tre stellette★★★.”
Siamo felici di poter dire che nel corso degli anni Progeva ha incrementato il proprio punteggio a testimonianza degli elevati standard di legalità e affidabilità dell’azienda totalizzando oggi un punteggio di due stellette ★★ ed un +.
Non c’è soddisfazione più grande di veder riconosciuto l’impegno aziendale in favore di un’economia giusta, di una competitività trasparente e di una crescita equa, inclusiva e sostenibile.
Impegno ulteriormente confermato anche dal rinnovo dell’iscrizione dell’azienda nella White list della Prefettura di Taranto, la “lista bianca” in cui viene inserito “l’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all’Art. 1, commi dal 52 al 57, della legge n. 190/2012” dei quali è riconosciuta e certificata l’assoluta affidabilità.
Salvaguardia, difesa, rigenerazione. Parole chiave ovvero atti concreti finalizzati a prevenire e ridurre il degrado di una delle risorse più importanti del Pianeta: il suolo.
Il 4 dicembre prenderemo parte alla quarta edizione del Convegno “Dalla terra alla Terra – il suolo tra cambiamenti climatici e nuovi stili di vita” promosso dal CIC- Consorzio Italiano Compostatori, fornendo un contributo all’iniziativa che mette al centro del dibattito il potere e al contempo l’enorme fragilità di una delle principali risorse strategiche d’Europa.
Risorsa che garantisce la sicurezza alimentare, la conservazione della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici; Anello fondamentale della vita, della prosperità e del futuro del Pianeta.
Il Convegno si svolgerà quest’anno online e riunirà esperti ed operatori del settore del biowaste, anche con una panoramica europea e internazionale.
Si parlerà del Green New Deal e della bioeconomia circolare, del ruolo della sostanza organica per la conservazione e il miglioramento della qualità dei suoli.
Infine, saranno raccontati gli sviluppi di Fra’ Sole, il progetto di sostenibilità del Complesso Monumentale del Sacro Convento di Assisi che prevede anche un punto di compostaggio circolare installato nei pressi degli orti del Sacro Convento in collaborazione con il CIC.
L’evento sarà trasmesso in streaming sulle Pagine Facebook CIC e Ricicla TV e potrà essere seguito anche su Twitter tramite l’hashtag #DallaTerraAllaTerra e il profilo ufficiale del CIC @ConsorzioCIC.
Tre giorni, dal 16 al 18 novembre, dedicati alle aziende italiane più virtuose, premiate a seguito di una selezione condotta sull’intero territorio nazionale da un qualificato Comitato Scientifico, che ha individuato sulla base dei dati di bilancio 2018, le imprese italiane meritevoli di riconoscimento.
Il Premio Industria Felix — L’Italia che compete e riparte 2020, ha inaugurato quest’anno la sua prima edizione Nazionale, in occasione della quale Progeva è stata insignita di un’Alta Onorificenza di Bilancio, emergendo tra le Top imprese italiane per performance gestionale e affidabilità finanziaria del settore Ambiente.
La cerimonia di premiazione si è tenuta in modalità online lunedì 16 novembre.
Grati per il prestigioso riconoscimento ricevuto continueremo ad onorare la terra che ci sostiene lavorando per promuovere i processi circolari.
Continueremo a porre l’innovazione tecnologica al servizio della sostenibilità.
Ci impegneremo a dimostrare che la tutela dell’ambiente rappresenta una leva di crescita economica e sociale imprescindibile e fondamentale per il nostro paese.”
Si terrà giovedì 8 ottobre dalle ore 15:00 alle 19:00, presso la Fiera del Levante di Bari e in streaming sulla pagina facebook Mabip – Manifesto per la Bioeconomia in Puglia l’evento di premiazione del Contest Hackathon “Circular Economy Action”.
Una “chiamata a raccolta”che ha voluto premiare le best practice della Bioeconomia in Puglia, azioni frutto delle iniziative di start up o aziende, di associazioni, di singoli cittadini che hanno generato e generano esperienze di nuovi modelli di produzione e consumo.
Tra queste anche l’azienda Progeva che sarà premiata in qualità di impresa che porta avanti modelli di produzione e consumo ispirati ai principi della bioeconomia e dello sviluppo sostenibile.
L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto Manifesto per la Bioeconomia in Puglia, un processo partecipativo che il Centro per la Sostenibilità e il Centro per l’Innovazione e la Creatività dell’Università di Bari e Confindustria Puglia hanno attivato nell’ambito delle iniziative territoriali dell’Avviso Puglia Partecipa, promosso dalla Regione Puglia.
Il progetto mira ad attivare un percorso di inclusione e partecipazione che coinvolga la comunità e tutti gli stakeholder regionali impegnati nel portare avanti principi ed attività legate alla Bioeconomia, promuovendo la nascita di sinergie in grado di stimolare la ricerca e la conoscenza utili a valorizzare il nuovo modello economico e culturale ad essa connesso.
Una vera e propria rivoluzione industriale che possa, dal basso, contributo su contributo, avere come obiettivo la stesura di una proposta di legge sulla Bioeconomia attraverso un percorso partecipativo che dia voce ai cittadini.
L’evento si inserisce all’interno del fitto calendario di iniziative portate avanti dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, in collaborazione con la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS) che trovano spazio, nella programmazione del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da Asvis.
Rivolgiamo al Centro per la Sostenibilità, al Centro per l’Innovazione e la Creatività dell’Università di Bari e a Confindustria Puglia un sentito ringraziamento per il riconoscimento ottenuto.
Ripensare il presente confrontandosi sulle mutazioni neurali e bioniche dell’essere umano, su come i concetti di prosperità e pace sono mutati nel tempo e nello spazio sotto la pressione della crescita della popolazione. Su come si forma la nuova conoscenza e quale formazione (democratica) è possibile garantire. Su come si integrano la realtà fisica e virtuale. Su come muta la percezione della realtà con il sovraccarico di informazioni che ci rende analfabeti funzionali.
Venerdì 2 e sabato 3 ottobre 2020, torna l’appuntamento con i Colloqui di Martina Franca, torna un’occasione di formazione, informazione e confronto imperdibile, un approfondimento sui problemi e sui limiti dell’attuale idea di sviluppo, un dialogo a più voci teso a creare nuove prospettive e nuove connessioni.
Anche quest’anno Progeva è Partner dell’iniziativa e la sostiene nella convinzione che ciascuno di noi abbia bisogno di riscoprirsi e di reinventarsi costruendo assieme agli altri una nuova storia ed una nuova terra comune.
Per consultare il programma completo dell’evento e le modalità di iscrizione allo stesso, si rimanda al Sito ufficiale: https://www.colloquidimartinafranca.it/edizione-2020/
Si è tenuta stamane, in modalità online, l’edizione 2020 del Premio Industria Felix, La Puglia, la Basilicata e il
Molise che competono.
Un prestigioso evento di rilevanza nazionale, nato nel 2015 al fine di premiare le eccellenze imprenditoriali con bilanci virtuosi.
Per il secondo anno consecutivo Progeva è sul podio delle aziende premiate: il 26 giugno 2019 il Comitato Scientifico di Industria Felix la segnalava come miglior impresa a vocazione internazionale della provincia di Taranto.
Oggi le conferisce un’Alta Onorificenza di Bilancio come miglior impresa Femminile e migliore Piccola impresa della provincia di Taranto per performance gestionale e affidabilità finanziaria.
Responsabili oltre che beneficiari di questo riconoscimento. Così ci sentiamo.
Responsabili di portare avanti l’ambizioso quanto necessario progetto nato e allevato grazie alla guida e alla passione della mente femminile che è ai vertici dell’azienda e all’indispensabile contributo di tutti i soci e collaboratori aziendali.
Così Lella Miccolis, Amministratore Unico di Progeva, commenta la ricezione del Premio:
“Sono molto orgogliosa di ricevere questo prestigioso premio per me, per i miei colleghi, per i nostri collaboratori che si sono tanto prodigati in questi anni per il raggiungimento di brillanti risultati che si traducono non esclusivamente in termini economico-finanziari ma bensì in conciliabilità con le esigenze delle comunità e dei territori serviti. Grazie da tutti noi per aver reso pubblici i nostri sforzi.”
Allevare una crescita sostenibile ed una produttività in grado di rigenerare il futuro anziché depredarlo delle sue risorse economiche, occupazionali ed ambientali. Continuare ad essere un’esempio concreto di economia circolare.
Questa per Progeva era, è e continuerà ad essere la strada da percorrere.
Progeva si impegna ogni giorno a salvaguardare la bellezza e la bellezza è nella natura, è nella cultura e nell’arte del nostro Paese, è nella passione delle donne e degli uomini che si impegnano ad alimentarla.
Di più, lavorano per diffonderla, difenderla e preservarla dietro le quinte e sulla scena.
Per questo Progeva ha deciso di sostenere l’attività dei Teatri di Bari, profondamente colpiti dalla crisi, conseguenza delle direttive legate al contagio da Coronavirus, utilizzando lo strumento dell’Art Bonus.
Strumento che permette alle imprese e ai liberi cittadini di godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta pari al 65% dell’importo erogato a sostegno dell’arte e della cultura in Italia.
Seneca sosteneva che “La nostra società è molto simile a una volta di pietre: cadrebbe, se le pietre non si sostenessero reciprocamente.”
Noi, egoisticamente aggiungiamo, che è nostro diritto continuare a promuovere la bellezza ed è dunque nostro dovere impegnarci a sostenerla.
Tutti ne abbiamo bisogno, oggi ancor più di ieri. Facciamolo.
L’Italia intende adeguarsi al recepimento della Direttiva UE 2019/904 sulle materie plastiche monouso (SUP) e lo fa istituendo nella Legge di Bilancio 2020, un’imposta sui “manufatti con singolo impiego” (MACSI).
Per MACSI si intendono gli oggetti in materiale plastico di uso quotidiano progettati e realizzati per avere un singolo utilizzo, terminato il quale, assumono la connotazione di rifiuti.
Rientrano in questa categoria i prodotti monouso in plastica, come tappi ed etichette, così come il polistirolo, le vaschette in polietilene, il tetrapak, i contenitori dei detersivi, le buste di numerosi alimenti, le bottigliette di acqua naturale e bibite varie (manufatti che hanno funzione di contenimento, protezione, manipolazione e consegna di merci.)
Non saranno invece tassate le siringhe e tutti i prodotti riutilizzabili, come ad esempio le taniche e i vari contenitori per custodire gli oggetti.
Escluse completamente dalla Plastic tax anche le plastiche compostabili secondo lo standard UNI EN 13432:2002 e il materiale plastico che, pur essendo contenuto in prodotti qualificabili come MACSI, proviene da processi di riciclo.
Quali sono i soggetti tenuti al pagamento dell’imposta?
Il fabbricante, per i MACSI realizzati nel territorio nazionale;
Il soggetto che acquista, per i MACSI provenienti da altri Paesi dell’Unione europea;
L’importatore, per i MACSI provenienti da Paesi terzi.
L’imposta è dovuta nella misura di 0,45 euro per chilogrammo di materia plastica contenuta nei MACSI, ma non si è tenuti a versarla nel caso in cui il suo importo risulti inferiore o pari a 10,00 euro.
Agli operatori del settore delle materie plastiche viene al contempo riconosciuta la possibilità di usufruire di un credito di imposta nella misura del 10% delle spese sostenute nell’anno solare 2020 per l’adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti compostabili secondo lo standard UNI EN 13432:2002.
Tale credito d’imposta potrà essere fruito in compensazione di altri debiti tributari fino ad un tetto massimo di euro 20.000,00 per ciascuna impresa beneficiaria ed è altresì riconosciuto, sempre nella misura del 10% in relazione alle spese sostenute dalle aziende per attività di formazione del personale utili all’acquisizione delle competenze necessarie a porre in essere l’adeguamento tecnologico di cui sopra.
L’imposta dovrebbe entrare in vigore a luglio 2020, ossia due mesi dopo la definizione delle modalità dispositive di funzionamento dell’imposta da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, prevista per maggio 2020.
«La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia».
Questa è una frase che travalica i confini religiosi entro i quali è stata concepita per divenire denuncia, universalmente accolta, di quello che il modus operandi dell’uomo contemporaneo ha prodotto: la “cultura dello scarto e dello spreco”, la cultura della non curanza, una realtà nella quale l’ambiente viene percepito come altro da sé ed in quanto tale destinato, spesso inconsapevolmente, all’ indifferenza.
Le conseguenze infelici di questo agire autoreferenziale sono sotto gli occhi di tutti, ciò che forse non è ancora abbastanza evidente è che più si alimenta tale cultura, più si allontana l’idea di poter costruire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola, a vantaggio e beneficio di ognuno di noi.
Un esempio fra tutti: il valore della frazione umida dei rifiuti solidi urbani.
Certo, non è di immediata comprensione l’idea che la famosa buccia della mela e i suoi pari vegetali e animali, se correttamente conferiti nel circuito della raccolta differenziata ed opportunamente trattati in impianto di compostaggio, possano recuperare valore.
Un valore che consiste nella loro trasformazione in una vera e propria risorsa: il compost, fertilizzante naturale in grado di apportare al suolo sostanza organica, la più alta riserva terrestre di carbonio e di contribuire ad arginare un fenomeno che sta letteralmente divorando il pianeta: la desertificazione del suolo.
E molto probabilmente non è neppure immediato comprendere che se nelle nostre case effettuiamo la raccolta differenziata in modo scorretto, stiamo di fatto contribuendo ad alimentare indirettamente i fenomeni di riscaldamento globale.
E invece è possibile, accade davvero ed è quantomai urgente acquisirne consapevolezza.
I cambiamenti climatici sono dovuti alla produzione non solo di anidride carbonica (CO2) derivante dagli svariati processi di combustione nelle attività umane, ma anche metano (CH4) rilasciato dalla decomposizione dei rifiuti biodegradabili nelle discariche.
E allora diamo valore ai nostri gesti quotidiani: come?
Differenziando i rifiuti in maniera corretta e contenendo le eccedenze alimentari.
Due operazioni semplici ma fondamentali per sostituire alla “cultura dello scarto e dello spreco”, quella della cura e dell’interdipendenza con la terra che abitiamo, con la sua prosperità e con la possibilità che possa ancora essere culla ospitale, benevola e generosa per le generazioni future.