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Collaborazioni

Resistere, resistere, resistere! Progeva risponde all’appello dei Teatri di Bari

Progeva si impegna ogni giorno a salvaguardare la bellezza e la bellezza è nella natura, è nella cultura e nell’arte del nostro Paese, è nella passione delle donne e degli uomini che si impegnano ad alimentarla.

Di più, lavorano per diffonderla, difenderla e preservarla dietro le quinte e sulla scena.

Per questo Progeva ha deciso di sostenere l’attività dei Teatri di Bari, profondamente colpiti dalla crisi, conseguenza delle direttive legate al contagio da Coronavirus, utilizzando lo strumento dell’Art Bonus.

Strumento che permette alle imprese e ai liberi cittadini di godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta pari al 65% dell’importo erogato a sostegno dell’arte e della cultura in Italia.

Seneca sosteneva che “La nostra società è molto simile a una volta di pietre: cadrebbe, se le pietre non si sostenessero reciprocamente.”

Noi, egoisticamente aggiungiamo, che è nostro diritto continuare a promuovere la bellezza ed è dunque nostro dovere impegnarci a sostenerla.

Tutti ne abbiamo bisogno, oggi ancor più di ieri. Facciamolo.

“Save Organics in Soil”: Progeva aderisce all’iniziativa Europea per la salvaguardia del suolo

Il 7 ottobre 2019 a Bilbao, durante il World Congress 2019 di ISWA, il Consorzio Italiano Compostatori ed ECN – European Compost Network hanno presentato la piattaforma internazionale S.O.S. Soil- Save Organics in Soil a favore del mantenimento della sostanza organica nei suoli.

Nata per tutelare una delle principali risorse vitali e non rinnovabili del nostro Pianeta – il suolo –la Piattaforma S.O.S. Soil ha come obiettivo principale quello di diventare un interlocutore di riferimento per le Istituzioni in merito ad una corretta gestione delle politiche di sviluppo sostenibile, che tengano conto anche della salvaguardia dei suoli.

Questi i punti chiave:

– Aumentare la sostanza organica nei suoli.

– Incoraggiare una gestione più efficiente e consapevole dei nutrienti sui terreni agricoli.

– Proteggere il carbonio stoccato nel suolo, riducendone al minimo la perdita.

– Lavorare sull’importanza che gioca il recepimento delle Direttive Europee a livello nazionale.

Ad oggi hanno aderito numerose organizzazioni, enti, società per sostenere questa iniziativa che avrà tanto più successo quante maggiori saranno le adesioni.

A breve verrà messo on-line il sito ufficiale, già accessibile all’indirizzo www.saveorganicsinsoil.org.

Per condividere, incoraggiare e aderire all’iniziativa, clicca qui!

In allegato il Manifesto di presentazione dell’iniziativa lanciata dal Direttore del CIC, Massimo Centemero, a Bilbao: Manifesto S.O.S Soil

 

Un video per raccontare il progetto Compost Goal

Un video per raccontare il progetto Compost Goal.

Per raccontare l’impegno e i risultati raggiunti dai Comuni che hanno deciso di mettersi in gioco per una frazione organica di qualità.

Per raccontare quanto e cosa si può fare quando comunità, cittadini e stakeholders scendono in campo motivati, uniti e compatti in difesa dell’ambiente.

Buona visione!

Ecomondo 2019: Presentazione risultati “Compost Goal”

Presenteremo i risultati del  campionato sostenibile promosso da Progeva, in collaborazione con Novamont (Main Sponsor dell’iniziativa), il Consorzio Italiano Compostatori, Assobioplastiche, Anci Puglia, Associazione dei Comuni Virtuosi e Utilitalia,  nell’ambito della sessione plenaria della  Conferenza Nazionale su Compostaggio e Digestione Anaerobica del Biowaste, organizzata dal Consorzio Italiano Compostatori.

Appuntamento al 6 novembre 2019 presso la Fiera Ecomondo di Rimini, Sala Ravezzi 2, Hall Sud, ore 12:00.

Per info su programma completo e interventi previsti nel corso della giornata: https://bit.ly/2pLv2Ck

Vi aspettiamo!

Rifiuti come risorse, i benefici agronomico-ambientali del Compost di qualità

“Promuovere le buone pratiche per la raccolta dei rifiuti organici significa difendere il suolo.”

Così, le parole di Massimo Centemero, Direttore del Consorzio Italiano Compostatori (CIC) accendono i riflettori su un argomento di grande valore economico, agronomico ed ambientale: l’utilizzo del compost di qualità, derivante dal trattamento della frazione organica dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata, come risorsa utile a implementare la fertilità del suolo.

Ebbene si, quelli che comunemente definiamo scarti organici, una volta sottoposti ad adeguato processo di compostaggio, si trasformano in un esempio concreto di economia circolare, un preziosissimo fertilizzante naturale ricco di sostanza organica ed elementi nutritivi indispensabili per salvaguardare i terreni agricoli da fenomeni di erosione, impermeabilizzazione, perdita di biodiversità e contaminazione.

Il compost di qualità è infatti ricchissimo di sostanza organica, il cui apporto si rende indispensabile per favorire una maggiore complessità genetica, funzionale e metabolica della microflora del suolo, rinvigorendone e migliorandone la struttura.

La sostanza organica assicura una maggiore capacità di assorbimento degli elementi nutritivi utili alla vita delle piante, migliori condizioni di lavorabilità ed un’elevata capacità di ritenzione idrica, a tutto vantaggio delle produzioni agricole e dell’ambiente che in tal senso trovano giovamento anche dall’aumento di carbonio nel suolo che l’impiego del compost di qualità garantisce.

Fattore chiave, quest’ultimo, oltre che per sottrarre CO2 all’atmosfera, anche per combattere l’incalzante desertificazione dei terreni agricoli, che ad oggi pone a rischio, secondo uno studio di Coldiretti, quasi il 21% del territorio italiano.

Gli scarti organici, opportunamente conferiti e trattati in impianto, si trasformano dunque in una preziosa risorsa che restituisce vita ai suoli, assicurando al contempo produzioni agricole salubri e sostenibili.

La scelta di valorizzare il potenziale di ciò che comunemente definiamo scarto, permettendo la sua trasformazione in risorsa, è solo nostra.

E’ infatti il frutto di un impegno quotidiano che parte dalle nostre case, dalle nostre tavole, dalla nostra volontà concreta di fare la differenza, attraverso un piccolo ma fondamentale gesto: la corretta separazione dei rifiuti organici.

Taranto, Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019, evento locale “Costruttori di un modello di sviluppo sostenibile. Istruzione, ricerca, cultura e bellezza”.

Cosa vuol dire, oggi, proporsi come “Costruttori di un modello di sviluppo sostenibile?” Quali competenze, quale lavoro, quale impresa può dirsi in grado di creare valore generando conoscenza, consapevolezza ed opportunità di crescita condivisa?

Ne parleremo venerdì 24 maggio 2019, dalle 9:30 alle 13:00, presso l’Agorà della Cittadella delle imprese di Taranto assieme ad esperti del mondo dell’Università, delle Istituzioni, delle Imprese e del Terzo Settore, nell’ambito dell’evento dedicato agli obiettivi di sviluppo sostenibile 4, 9, 11: “Costruttori di un modello di sviluppo sostenibile. Istruzione, ricerca, cultura e bellezza”.

L’iniziativa è promossa dal  Centro di Cultura “G. Lazzati” dell’Università Cattolica e dalla Camera di Commercio di Taranto, d’intesa con Asvis- Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

Discuteremo dello sviluppo della nostra bella terra, della valorizzazione delle sue risorse, della cura delle sue fragilità, cercando di tracciare la strada per continuare a generare valore.

Un valore che si costruisce non come decisione individuale e immediata ma come percorso di crescita condivisa, capace di ridurre al minimo l’impatto negativo sull’ambiente, sulla società e sull’economia, valorizzando invece gli impatti positivi.

Un valore da costruirsi con gli altri e per gli altri nel tempo.

In allegato il programma dell’evento, vi aspettiamo!

Programma Festival Asvis Taranto

 

“Semplinnovare”- Colloqui di Martina Franca 2019

“Semplinnovare”, il neologismo che deriva dalla fusione dei termini “Semplificare ed innovare”, ci riporta al tema centrale della sesta edizione dei Colloqui di Martina Franca.

Quest’anno il Consorzio Costellazione Apulia, ente promotore dell’evento, decide di ripensare il concetto di crescita analizzando la relazione tra complessità del sistema economico, resilienza, innovazione tecnologica e sociale.

In particolare, nelle due giornate del 31 maggio e 1 giugno, assieme ad un qualificato parterre di relatori ci addentreremo nel processo in cui la complessità viene assunta come strumento efficace per migliorare il benessere umano ma diventa minaccia quando la sua crescita raggiunge ordini e gradi che sfuggono al controllo umano.

L’ innovazione sostenibile può neutralizzare tale minaccia riducendo la complessità del sistema.

A partire da quest’ultima riflessione prende vita un’occasione di formazione, informazione e confronto imperdibile.

Anche quest’anno Progeva contribusce attivamente alla realizzazione dell’iniziativa e sostiene i Colloqui di Martina Franca attraverso la Formula Robin Hood che premette di acquistare quote di partecipazione da destinare agli studenti.

Vi aspettiamo!

Per consultare il programma completo dell’evento e le modalità di iscrizione allo stesso, si rimanda al Sito ufficiale www.colloquidimartinafranca.it

 

Ecoforum Basilicata 2019, lavorare per “chiudere il cerchio”

Martedì 26 febbraio saremo a Potenza in occasione dell’Ecoforum promosso da Legambiente, momento di confronto e dibattito che chiama in causa pubbliche amministrazioni, aziende e privati cittadini, per analizzare gli obiettivi raggiunti in termini di efficienza ed efficacia nella gestione del ciclo del rifiuti sul territorio e pianificare azioni di crescita futura.

In rappresentanza del Consorzio Italiano Compostatori, parleremo dell’importanza degli impianti di compostaggio come elementi nevralgici per “chiudere il cerchio”, trasformando i rifiuti in risorse necessarie per far decollare l’economia circolare, alla luce del fatto che quella del rifiuto organico resta la frazione più importante della raccolta differenziata nel nostro paese.

Attraverso il recepimento del Pacchetto sull’Economia Circolare approvato nel 2018, l’Italia si impegna non soltanto a parole ma nei fatti, al raggiungimento di una serie di obiettivi quali:

  • Target di riciclaggio dei rifiuti solidi urbani fissato al 55% entro il 2020 e al al 65% entro il 2035;
  • Target di riciclaggio dei rifiuti da imballaggio fissato al 65% entro il 2020 e al 70% entro il 2030;
  • Entro il 2022 si dovranno raccogliere separatamente i rifiuti domestici pericolosi, entro il 2023 i  rifiuti organici ed entro il 2025 i tessili;
  • Entro il 2035 non più del 10% del totale dei rifiuti urbani prodotti potrà essere smaltito in discarica.

Obiettivi in grado di trasformarsi in opportunità di crescita occupazionale ed economica socialmente sostenibili e capaci di coniugare efficacemente politiche industriali e tutela ambientale.

Nell’ambito dell’evento saranno premiate le Amministrazioni locali che si sono aggiudicate i primi posti nella classifica dell’iniziativa Comuni Ricicloni promossa da Legambiente.

L’iniziativa, nata nel 1994, è patrocinata dal Ministero per l’Ambiente e premia le comunità locali, gli amministratori e i cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti, in termini di raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati da raccolta differenziata.

Vi aspettiamo.

Gestione e valorizzazione del rifiuto organico: l’importanza dei materiali amici del compost

Efficienza, efficacia, sostenibilità.

Tre obiettivi di miglioramento che hanno guidato i monitoraggi della qualità della frazione organica dei rifiuti solidi urbani condotti dal CIC (Consorzio Italiano Compostatori), Assobioplastiche, Conai e Corepla nel biennio 2015 -2017, realizzati rispettivamente su 12 impianti di digestione anaerobica e 15 impianti di compostaggio italiani.

Tre elementi chiave che a fronte dei dati emersi dalle analisi effettuate, hanno riportato la necessità di ribadire un concetto fondamentale: è necessario che la raccolta dello scarto organico venga effettuata mediante l’uso di sacchetti biodegradabili e compostabili (a norma UNI EN 13432), realizzati a partire da materie prime rinnovabili.

Sacchetti in grado di essere smaltiti, assieme agli scarti alimentari in essi contenuti, attraverso processo di compostaggio.

Parlare di qualità della frazione organica dei rifiuti solidi urbani significa puntare l’attenzione sui manufatti che giocano un ruolo fondamentale per determinarla: i materiali “amici del compost”, ovvero carta e bioplastiche certificate, che differentemente rispetto agli imballaggi o ai manufatti di plastica convenzionale non contaminano la frazione organica dei rifiuti.

Ciò consente non solo di migliorare la qualità del compost, fertilizzante organico naturale di elevato pregio agronomico, ma anche di risparmiare risorse per lo smaltimento di materiale non conforme, costo che inevitabilmente si ripercuote sulle tasche dei cittadini.

Come riconoscere dunque i sacchetti “amici del compost”? Verificando che evidenzino le seguenti diciture:

– la presenza della scritta “biodegradabile e compostabile”;
– la citazione dello standard europeo “UNI EN 13432:2002”;
– la presenza di un marchio rilasciato da un ente certificatore come ad esempio il marchio COMPOSTABILE CIC, che si pone a garanzia della qualità del prodotto e della sua possibilità di essere adeguatamente smaltito assieme alla frazione organica dei rifiuti.

Dalle rilevazioni effettuate risulta ancora molto elevato (oltre il 43% del totale) l’impiego di sacchetti in materiale non compostabile.

Un dato che ci conduce a riportare l’attenzione sulla necessità di conoscere e implementare l’utilizzo di materiali amici del compost e soprattutto di comprendere la loro fondamentale importanza nella filiera di gestione e valorizzazione del rifiuto organico.

P.A.S.C.Qua., redditività sostenibile e protocolli di produzione certificata, l’evento di presentazione dei risultati del progetto in Fiera del Levante

Lavorare in direzione della costruzione di un’agricoltura di precisione, attraverso un sistema analitico innovativo in grado di restituire tracciabilità e qualità delle produzioni agroalimentari.

Una sentita e costruttiva partecipazione ha interessato tecnici agronomi, istituzioni politiche e rappresentanti del comparto agricolo, facendo da sfondo all’evento di presentazione dei risultati del progetto P.A.S.C.Qua, tenutosi il 14 settembre, presso la Fiera del Levante di Bari.

Il progetto sperimentale, durato diciotto mesi e realizzato nell’ambito dell’Avviso pubblico per la “Presentazione di proposte di ricerca e sperimentazione in agricoltura, indetto con determinazione del Dirigente del Servizio Agricoltura n.175/agr del 15/04/2013”, è consistito nella realizzazione del software P.A.S.C.Qua in grado di  riconoscere le produzioni agricole sostenibili concimate con compost di qualità Progeva Srl e al contempo di indagare gli effetti dell’impiego del prezioso fertilizzante organico sui tre prodotti agroalimentari oggetto di studio, ovvero pomodoro, grano ed uva da tavola.

I test analitici condotti mediante il ricorso a tecniche di risonanza magnetica e intelligenza artificiale, hanno evidenziato che l’utilizzo del fertilizzante organico conduce omogeneità nella composizione globale delle colture, uniformando i lotti di produzione e ponendo sul mercato prodotti qualitativamente migliorati.

Risultati molto significativi sono emersi inoltre dall’ analisi degli effetti del compost sulla composizione chimica dei prodotti agroalimentari: si è riscontrato l’incremento in zuccheri semplici, cui consegue un maggiore e immediato potere energizzante dell’alimento, componente di assoluto rilievo per supportare l’organismo nel regolare svolgimento delle attività quotidiane.

Il Software P.A.S.C.Qua.  consente dunque di tracciare le produzioni in maniera analitica e non solo documentale.

L’ innovativo sistema permette di riconoscere i prodotti coltivati con compost di qualità, configurandosi come uno strumento assolutamente utile quando si vuole ottimizzare e standardizzare un processo produttivo, di trasformazione o di conservazione e quando si vuole avere la garanzia della qualità e dell’origine del prodotto superando i limiti delle tradizionali forme di controllo e certificazione.

Consulta l’ articolo pubblicato da Terra&Vita a riguardo del progetto!